Dunque si tratta di un uso industriale di acqua di falda che deve avere caratteristiche di potabilità per l'uso alimentare. In questo caso, se fai leva sul fatto che le acque sono destinate alla preparazione alimentare, potrebbe non essere applicata la norma che ti ho indicato ed evitare l'applicazione della fascia di 200 m. Se il vicino dimostrasse che c'è una sottrazione di risorsa (cosa abbastanza difficile nel caso delle acque sotterranee ma ricca di casistica giuridica per le acque superficiali) potrebbero sorgere problemi più adatti agli avvocati che ai geologi.
D'altro canto, oltre che formale, il problema é sostanziale - e tecnico.
Sarebbe necessario conoscere le caratteristiche dei due pozzi esistenti (hanno la stessa profondità e i loro filtri si trovano alle stesse quote? quali sono le portate estratte in condizioni di regime e di massima? ci sono canali superficiali o altri corpi idrici, oltre al mare...,nelle vicinanze?)per valutare se sono effettivamente confrontabili. Dunque non basta 'avvicinarsi' al pozzo che dà acqua dolce ma capire perchè questo succede. Infatti per quel che dici, presumo si tratti di un acquifero sabbioso continuo, forse con intercalazioni più fini o parziali cementazioni, comunque tale per cui le condizioni di alimentazione della falda a 50 m di distanza siano sostanzialmente le stesse.
Puoi aggiungere info sul caso, soprattutto in 3D?