Sono d'accordo con Carlo Caleffi e Hardrock. Viene il sospetto che dietro che alcune questioni poste ci sia poco o nulla di sforzo personale di studio e, quindi, crescita personale; come ovvia conseguenza si sospetta anche che la domanda sia una "scorciatoia". Mi è capitato (poche volte) nella realtà questa situazione; la mia reazione è stata sempre cortese (almeno lo sforzo era in quella direzione) ma sarei ipocrita se non confessassi di essermi sentito usato. Non si tratta di gelosia professionale o presunzione; in ogni rapporto, anche "virtuale" come la Rete, ci deve essere un minimo di reciprocità. altrimenti in cosa consisterebbe la crescita? Non migliora la qualità professionale del richiedente: la cultura non è illuminazione del momento, la nozione ottenuta vale meno di una goccia d'acqua nel deserto. Va da sè che non miglioro neppure io.
Le parole di Hardrock possono urtare gli spiriti più sensibili ma sono tremendamente vere e umane (nel senso che descrivono bene le nostre reazioni istintive): per me è normale irritarsi al pensiero che qualcuno possa usarti come predellino sfruttando surrettiziamente gli sforzi che tu hai fatto per cercare di dare un senso ed uno spessore al tuo proprio lavoro e, in parte, a te stesso.