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Salve e buon anno a tutti. Dovrei effettuare un rilievo geomeccanico lungo un fronte roccioso esteso per circa 800 mq (80 x 10). Il fronte è costituito da un'alternanza ritmica di livelli calcare-calcarenitici e livelli calcareo-marnosi. Nella caratterizzazione geometrica dell'ammasso, ho individuato tre famiglie di discontinuità principali dovute a 2 sistemi di fratturazione (uno dei quali ascrivibile ad una faglia), ed ai giunti di strato. Quest'ultimi, però, si presentano, nel complesso, asimmetricamente plicati secondo una lunghezza d'onda oscillante tra i 15-20 m ed un'ampiezza di circa 2 m.L'asse piega è disposto a reggipoggio rispetto al versante. In che modo potrei valutare la giacitura media di tale sistema di discontinuità piegato? Rifendomi alla giacitura media delle creste/ventri delle pieghe?O in che modo al fine di avere una migliore idea sull'assetto geometrico dell'ammasso? Spero di essere stato chiaro. Grazie anticipatamente
Vito
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>Quest'ultimi, però, si presentano, nel >complesso, asimmetricamente plicati secondo >una lunghezza d'onda oscillante tra i 15-20 >m ed un'ampiezza di circa 2 m.L'asse piega >è disposto a reggipoggio rispetto al versante.
Fammi capire, l'asse, che è una retta, è perpendicolare alla parete? oppure è il piano assiale che è a reggipoggio?
>In che modo potrei valutare la giacitura >media di tale sistema di discontinuità >piegato?
Secondo me, la giacitura media non è significativa se non rappresenta l'ammasso in funzione del problema. Se l'asse della piega è a reggipoggio e grossomodo perpendicolare alla parete puoi suddividere la stessa in 3 o quattro aree con diverse caratteristiche (e ad esempio fare verifiche di stabilità in ogni area compatibilmente con tutte le caratteristiche che hai rilevato).
>Rifendomi alla giacitura media delle >creste/ventri delle pieghe?O in che modo al >fine di avere una migliore idea >sull'assetto geometrico dell'ammasso?
Questo metodo potresti utilizzarlo (sempre pensando ad una analisi di stabilità) per la verifica "in grande" anche in considerazione del fatto che 2/(15-20) metri non danno forti pendenze dei fianchi della piega. Considera che lo scivolamento, in assenza di costrizioni, si esplica nella direzione di massima pendenza della discontinità. Nell'analisi dello scivolamento "a cuneo" è facile ricavare le condizioni limite affinchè lo scivolamento possa verificarsi.
>Spero di essere stato chiaro.
Anch'io. bye Marco
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