Oddio, non volevo scatenar tutto ciò !!
Carissimi colleghi,
io concordo Con il Pesce e Marchese.
Non e cmq il fatto di firmare o non firmare(dopo tutto uno è libero di firmare tutto ciò che vuole, se le altre figure professionali concordano o se il geol. ritiene di avere il bagaglio culturale necessario).
Io volevo solo dire che se, faccio un esempio, mentro sto eseguendo delle spt arriva l'ing. e discutendo mi chiede delucidazioni, consigli, pareri sull'opera in progetto, io devo saper rispondere evitando (il più possibile) di dire .......
L'interazione tereno-fondazione è una bella cosa, e per il geol. deve essere scontata la sua competenza, però (secondo me) bisogna andar oltre, e chiedersi quali problematiche impone una determinata scelta da parte del geologo.
Certe volte mi capita di vedere lavori su coltri detritiche con coesione dren.= 0.3 - 0.5 !!!!! (poichè c'è una matrice argillo-limosa.....) - Sfido io che il prove di stab. sono ottimistiche!!!
Altre volte mi capita di vedere profondità di confinamento per travi-inverse di 3-4 m (ma chi diavolo le eseguirà mai!!) - Sfido io che la cap.port. e buona!
Ho visto plinti per una villettà da 2,5*2,5 m !!! (con probabili problematiche di staticità - compentenza del ing naturalmente).
Diamo i numeri, ma diamoli sensati.
Il geol. non è solo un menagramo che si chiama per ottemperare ad una legge. Il geol. non deve limitarsi alla sola interfaccia terreno-fondazione, ma deve alzare la testolina anche a quello che stà al di sopra (o cmq sforzarsi un po' di più).
Saluti.