la formula degli Olandesi è citata anche nel manuale d'uso del penetrometro tipo "Emilia" (quello con volata da 20 cm e massa da 30 kg):

Rd= M^2*h/A*e(M+P)

questa formula è poi corretta in funzione di un coefficiente, valido per lo strumento utilizzato e della profondità investigata. In pratica si moltiplica il valore di Rd per un numero compreso tra 0.653 (max) e 0.523 (min).
Successivamente il carico ammissibile è definito da Rd/20.
Ritengo che questo tipo di approccio poco si adatti a qualunque terreno ed a prescindere dalle dimensioni della fondazione (magari funziona bene in Olanda, dove sono tutte sabbie...).
Mi pare più corretto discretizzare innanzitutto il tipo di terreno che si tratta (granulare vs. coesivo) e quindi assegnare parametri geotecnici appropriati, sia funzione di qualche correlazione (non una sola...) sia funzione dell'esperienza e della consocenza personale della zona.
Quindi applicare le soluzioni disponibili nella meccanica dei terreni per il calcolo della pressione a rottura (Terzaghi e via dicendo...) e della pressione ammssibile.
Spero di essere stato d'aiuto


dr.geol. Francesco Faccini