Godrock,
per le rocce il discorso si complica. Come ben sai una roccia portata a rottura (con carichi molto alti) cede plasticamente seguendo una cinematica che favorisce la direzione di minore energia: le fratture e discontinuità esistenti. La classica forma cuneo/spirale si distorce e spesso diventa solo un cuneo asimmetrico. Questo aspetto è trattato bene nel libro “foundations on rocks” o simile, se ti interessa cerco tutte le referenze.
Il modello di Prandtl però continua ad essere valido in condizioni di isotropia, cioè rocce molto fratturate con discontinuità casualmente orientate.
Per risponderti, ho fatto una rapida simulazione:
Col software ROCLAB: brecce carbonatiche con aspetto disgregato, GSI = 20, il programma indica c' = 1.943Mpa, phi = 15.52° E = 1.156 GPa
Applicando la formula di Hansen su un plinto di 1 X 2 mq si ha rottura (Qult) con 24 Mpa di carico; con questa pressione sul terreno, i cedimenti al centro del plinto (ho utilizzato i miei fogli Excel) sarebbero di 36 mm, con 18 mm cedimenti differenziali tra centro e bordo. Non moltissimi.
Se però ci sentisse Fellenius, credo risponderebbe così: “fate delle prove di carico a rottura in scala reale e vediamo cosa succede”.
In effetti siamo ritornati al problema del terreno granulare senza sovrappressioni idrauliche, soltanto ad una grandezza di carichi tale che, nella vita reale (dighe, pile di viadotti e ponti) le prove di carico vengono davvero effettuate!!!
P.s: solo ora mi accorgo che il discorso potrebbe essere puramente accademico, perché sull'output di ROCLAB leggo “global strenght = 5.11 Mpa”
Per cui quei 24 Mpa forse frantumerebbero la roccia senza scampo (tra parentesi siamo anche nell'ordine di grandezza della rottura del calcestruzzo).

Ciao e a presto

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"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)