Originariamente inviato da Marco Bersano Begey:
Scusa Blizzard,
ma ti posso dire che nei quattro anni di misure di portata che ho fatto nei cunicoli pilota della galleria di Base (Variante di Valico BO-FI), nelle arenarie del M. Cervarola i piedi (e non solo) me li sono bagnati parecchio. E credo lo stesso i colleghi che hanno fatto le misure nelle gallerie ferroviarie, entro il flysch di Monghidoro (sono note a tutti purtroppo le interferenze degli scavi con le sorgenti).
La ben nota Acqua Panna esce dalla formazione flyschoide dell' "Aquerino" (già il nome è un programma). Si tratta naturalmente di permeabilità secondaria per fratturazione, spesso (ma non sempre) circuiti idrogeologici corticali, ecc. ecc..
A fini idrologici, cioè se devi calcolarti calcolarti la generazione di un idrogramma di piena mi va bene approssimare a 0 l'infiltrazione nel corso dell'evento.
Ma francamente in un bilancio idrogeologico NON PUO' essere considerato a priori nullo il contributo di infiltrazione nei Flysch.
bè, certamente è un'approssimazione 'brutale', che proviene anche dalla non considerazione del mezzo fratturato (come appunto hai ricordato), ma che non da in genere errori grossolani, considerando che cmq i martgini di errore dei bilanci idrici sotterranei sono già alti di per sè.
Per rispondere alla domanda un metodo valido per stimare l'infiltrazione in un qualsiasi acquifero fratturato, è usare il metodo di Castany che si basa sull'assunzione, con tutte le approssimazioni del caso, che l'infiltrazione in un bacino idrogeologico chiuso possa essere considerata equivalente al volume annuo restituito dalle sorgenti alimentate dal medesimo bacino chiuso.
Su base annua l'altezza media di infiltrazione (m)la puoi dunque assimilare alla sommatoria dei volumi restituiti dalle sorgenti (m3) / l'area del bacino contribuente (m2) o della zona che su base morfologica o litologica può essere assimilata all'area di alimentazione.
I dati che ti ricavi su bacini idrogeologici campione (cioè dove hai i dati più completi di portata delle sorgenti)li puoi poi estendere per analogia a bacini con caratteristiche geologiche e fisiografiche simili.
Vi sono poi numerosi dati di letteratura con cui ti puoi confrontare, derivanti, almeno in Toscana, da studi idrogeologici per le gallerie e da studi per concessioni di acque minerali.
Ciao
su questo concordo, il metodo l'ho applicato diverse volte, anche per tarare alcuni modelli idrogeologici a scala regionale. ma appunto, si tratta di *acquiferi*. il punto è se si possa considerare una formazione flyschoide come un acquifero, cioè come un corpo idrico sotterraneo dal quale si possono estrarre portate idriche significative a costi economicamente sostenibili.