Non ti sto a martellare con i classici tormentoni(di questo forum) "non esiste un numero unico...una tabellina...come puoi estrapolare???....dipende da 387 fattori..., l'eterogeneità..., ecc. ecc.". Lo sappiamo tutti.
Provo a risponderti, con considerazioni spannometriche, per quella che è la mia esperienza sull'idrogeologia in questi litotipi. In generale i valori % che riporti sono un po' alti. Ti cito un esempio personale:
Applicando Castany su settori del Flysch prevalentemente arenaceo di Monghidoro (Valle del Setta) mi sono usciti valori compresi tra 9-14% della precipitazione totale, che risultava di 970 mm/a. Valori simili sempre in Appennino Toscano sulle Arenarie del M.Cervarola. Molto più bassi (4-6%) nel Flysch prevalentemente marnoso dell'Unità di M.Modino, che sormonta il Cervarola.
Come vedi valori bassi ma non bassissimi.
Per le altre tue osservazioni.
E' vero, per applicare Castany devi avere molti dati, a partire dalle curve di esaurimento delle sorgenti, possibilmente su base pluriennale, ecc. ecc.. E' ovvio che devi applicarlo a bacini idrogeologici pilota, ovvero ambiti ristretti dove hai dati sufficientemente completi (ma dalle vostre parti non ci sono quei tesisti in idrogeologia che si battono a tappeto un'area per due-tre anni raccogliendo ogni possibile dato di base??).
Per gli apporti lineari dalla rete idrografica:
tieni conto che in un massiccio fratturato la rete idrografica minore (ovvero le incisioni laterali) è generalmente alimentante; quindi puoi generalmente "chiuderti" dei bacini idrogeologici "pilota" che non comprendono le linee di drenaggio principali o regionali. In litotipi poco permeabili come nell'ambito dei flysch il contributo lineare di drenaggio, ripeto lungo le incisioni minori, si riferisce spesso a circolazione subsuperficiale, all'interfaccia tra substrato e coperture, e in un bilancio può quindi essere considerata con accettabile approssimazione come parte dell'aliquota di ruscellamento.
SE NON HAI DATI SUFFICIENTI per utilizzare l'approccio di Castany e vuoi partire direttamente dai coefficienti di infiltrazione potenziale, ti suggerisco il metodo di KENNESSEY, nato per bilanci idrogeologici a grande scala. Non so quanto dia risultati attendibili, ma di certo lo si vede di frequente utilizzato in lavori di idrogeologia anche autorevoli.
A partire dalla precipitazione ti permette di stimare l'infiltrazione associando un giudizio (per ampie classi) sulla permeabilità del litotipo, sulla fisiografia / acclività, sulla copertura vegetale del suolo. Funziona bene per stime rapide in ambiente GIS, discretizzando tutti i parametri secondo le celle di un DTM e calcolandoti rapidamente, cella per cella, le somme dei vari parametri.
L'ho visto applicare in molti casi per la stima di R (e quindi di I) in bilanci idrogeologici di larga massima.
Probabilmente il metodo lo conosci già. Se no ti posso inviare la bibliografia di riferimento.
Spero di esserti stato utile