Le resine espandenti hanno un campo d'impiego limitato a pochi casi particolari.
In ogni caso non sortiscono effetto laddove il terreno non offre necessaria reazione all'aumento di volume indotto dalla presenza di resina.
Quindi in caso di terreni ad alta compressibilità e scarsa resistenza al taglio (i.e. limi organici, argille ad elevata componente organica, sabbie limose poco o nulla addensate) non sono utilizzabili (le resine si "infilano" verso il basso) a meno di uno spessore veramente ridotto del terreno. Ma in questo caso i cedimenti di tipo edometrico dovrebbero già essere dissipati. Ergo...
Si raccomanda quindi sempre un'accurata indagine geognostica su cui basare le necessarie scelte progettuali.
Rimanendo nel campo dell'effettivo impiego delle resine, pur ammettendo gli elevati costi relativi al punto di iniezione c'e' da osservare la ridotta invasività del fabbricato con possibilità di operare anche all'interno dello stesso senza danneggiarne in modo incisivo le infrastrutture. Quindo, dove effettivamente possibile l'uso di tali resine, anche se limitatamente a poche situazioni stratigrafiche e geomeccaniche, effettivamente nel complesso i costi possono anche essere pari o di poco superiori ad altre tecniche ma con la minore invasività del sito.


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