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Il collega VM è sempre molto categorico nei giudizi. L'utilizzo del leggero con cautela e sempre riconoscendone e specificandone i limiti può essere accettabile in alcuni (picoli) progetti. Finora, comunque, non ho mai visto nessuno utilizzare il rivestimento (chi lo fa alzi elettronicamente la mano!). 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Originariamente inviato da VM: mccoy ha perfettamente ragione.
Il penetrometro dinamico leggero è un'invenzione tutta italiana, che i costruttori hanno afferrato a volo, costa poco,a loro meno ancora, ci lucrano fortemente ed hanno un buon mercato di.......che l'utilizzano.
Credo che, visto l'uso che se ne fa, sia un'attrezzatura da mettere al bando. bhè non è proprio così--- prova a visitare il sito http://www.triggstechnologies.com
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Come in tutte le categorie professionali, dello sport e dello spettacolo, anche tra noi geologi ,vi è una minoranza di fuoriclasse, che si può permettere di chiedere compensi elevati e scegliere quale incarico accettare e quale no, svolgndo indagini adeguate in qualità e quantità , con le attrezzature più appropriate. Vi è poi la maggioranza che si arrangia come può ,svolgendo con onestà anche gli incarichi più insignificanti, cercando di adeguare le indagini al magro compenso che si riesce ad ottenere. Infine vi è un'altra parte ( speculare ed oposta alla classe dei fuoriclasse) che svolge qualsiasi tipo di incarico alle condizioni del committente,cercando do fregare il più possibile il collega onesto...!! Io ,appartengo alla classe intermedia.....!!!
Sabato D'Elia
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L'Italia, grazie alle sue piccole imprese ad elevata specializzazione, fortunatamente, ha una posizione di spicco nel panorama mondiale della produzione di penetrometri e mezzi meccanici per indagini e sondaggi.
Siccome dobbiamo fare le nozze con i fichi secchi, in un territorio dissestato dalla sovarapopolazione, ci ingegnamo; inventando mezzi d'indagine economici che vendiamo a prezzi concorrenziali in tutto il mondo.
Non c'è paragone tra il costo di un penetrometro italiano e di uno francese, olandese, svedese o inglese (in tutti questi paessi si vendono e si usano penetrometri) tutto poi dipende dalle normative e dagli enti di controllo che accettano gli standard di lavoro e quindi se un metodo è più in auge che un altro.
In Francia ormai tutti i lavori pubblici si eseguono con la prova pressiometrica Menard, ma nel privato si usa ancora. In Svezia si usa un pentrometro dinamico particolare, in Germania un'altro (DIN).
Nei paesi da cooperanti, lo sa il simpatico VM; l'epigrammatico.
I penetrometri sono la mia passione.
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Caro Massimo.... (il discorso si è evoluto dalla "relazione geologica" al "penetrometro leggero" ma come e' successo???  ) Nessuno sta criticando il penetrometro leggero quale strumento di indagine geotecnica. Il problema e' definire: 1: quale significato o limite dare al termine "indagine geotecnica" qualora basata sul penetrometro dinamico leggero. 2: l'accettabilità dei dati restituiti, di natura geomeccanica e fisica, dal N10 del diamico-leggero, soprattutto in relazione al fatto che l'uso di questo strumento non è contemplato ne' normato in nessuna specifica tecnica "seria" quali le procedure ISSMFE per le prove DP (anche se si cerca di far rientrare e classificare il "leggero" come un "medio" <DPM-ISMFEE> in virtu' della massa del maglio), dimenticando pero' che l'energia dissipata dal "leggero" ammonta a circa 60 joule , mentre il "medio" sfiora i 150 joule. Io credo che convenga accettare il "leggero" per quello che e' (vedere i msg precedenti!) ricorrendo ad altre techiche di indagine laddove si debba approfondire la conoscenza fisica e meccanica dei terreni. Buon lavoro a tutti!
Cambio moto da pista con donna da strada
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Il grosso limite del dinamico leggero consiste nell'attrito laterale totale che aumenta i rifiuti quando il terreno è molle facendolo scambiare per compatto.
Ci si rende però benissimo conto di quando ciò stà capitando se si ha l'avvertenza di usare punte a perdere e se si ruotano con una mano, non con una chiave, le aste per verificare se sono o meno immorsate.
Al primo accenno di ammorsamento la prova va sospesa senza indugio.
C'è chi versa nel perforo un pò di bentonite , ma io non l'ho mai fatto, anche perchè credo che possa inquinare la falda, e quindi non ne conosco l'eventuale efficacia.
Se poi lo strumento viene dotato anche di un secondo motorino idraulico uguale a quello del sollevatore, ma che lavora verticale ed è munito di due bracci, è possibile trasformarlo in trivella se si applica alle aste una elica.
Si raccolgono così in terreni coerenti dei campioni, seppur rimaneggiati.
Esistono anche dei carotieri per il campionamento "indisturbato" dei terreni coerenti più molli, che vengono infissi a percussione.
In questi casi lo strumento deve essere dotato di un strattore d'adeguata potenza.
Nel perforo poi delle prove si può inserire un tubicino (uno di quelli grigi impiegati dagli elettricisti) che, una volta finestrato, svolge una "funzione" piezometrica.
Ho provato ad usare anche le aste di rivestimento.
Dato che quando s'infiggono in terreni molto molli penentra della terra fra loro e l'asta della punta quando poi si batte su quest'ultima i rifiuti aumentano senza che il terreno attraversato migliori in consistenza perchè la terra che si è inserita deve essere espulsa. La mia opinione dopo anni d'impiego ?
Si acquisiscono con questo sistema elementi qualitativi sufficienti a formulare giudizi in casi molto semplici od in situazioni d'accessibilità proibitive.
L'importante è non pretendere da questo strumento quello che non può dare e tanto meno "vendere" i suoi risultati come molto attendibili.
Notizia storica: con questo strumento azionato manualmente, a metà degli anni 1960, cominciammo a fare le relazioni non più solo discorsive !!
Usarlo era una fatica inenarrabile sia per il sollevamento ritmico del maglio che per l'estrazione a fine prova delle aste, anche perchè le punte a perdere o quelle con vite sinistra vennero scoperte da noi geologi qualche anno dopo.
Fu così stra benendetto il primo strumento azionato idraulicamente anche se maglio ed incudine dovevano essere levati e tolti dalla sommità delle aste a mano ad ogni fine metro.
Ancor più strabenendetto fu l'estrattore manuale a sfere.
Non meno faticoso era anche lo statico i cui ancoraggi erano avvitati anche loro a mano.
Con queste fatiche da forzati della Cayenna a Modena del centinaio di geologi iscritti al primo albo professionale siamo restati in due.
Ciao a a tutti, vado a misurare dei livelli di falda nei piezometri ed a vedere cosa capita in un cantiere di micropali
( Il detto chi non lavora non mangia per noi geologi è quanto mai vero, visto l'entità della pensione EPAP che percepisco - 67 euro/mese).
Antonio
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Caro Antonio, anchio ho fatto negli anni 60 prove penetrometriche dinamiche con penetrometri azionati a mano e.... seguito a farle, in mancanza di meglio nei paesi del terzo mondo. Ciò non significa che se negli ani 60 si facevano viaggi in cinquecento oggi si debba viaggiare con lo stesso sistema. Gli altri abbandonanao certe metodologie più o meno obsolete, noi attaccandoci a Siccome dobbiamo fare le nozze con i fichi secchi, in un territorio dissestato dalla sovarapopolazione, ci ingegnamo; inventando mezzi d'indagine economici che vendiamo a prezzi concorrenziali in tutto il mondo. Esportiamo tecnologia nel mondo delle perforazioni in generale, ma non certo questi mezzi d'indagine economici non normalizzati e da nessuno accettati. Per quanto attiene poi l'interpretazione dei dati dei penetrometri dinamici in generale i dati ottenuti sono puramente qualitativi, solo nel caso di sabbie pulite ci si può azzardare a tentare qualche correlazione tra resistenza dinamica e densità relativa. Lascio qui e non mi inoltro a disquisire anche sul valore delleinterpretazioni delle prove statiche
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Adesso vi faccio ridere.
Per entrare nel campo dei contratti esterni sapete che cosa ha acquistato L'Università di Torino (Dip. Scienze della Terra)? Fra le altre cose, un penetrometro leggero. Per il pesante non avevano soldi...
Comunque il mio discorso valeva per i penetrometri in generale, il leggero lo usero due volte l'anno, appunto nei casi da voi citati.
* Mai fare pentrometrie dinamiche nei terreni fini, saturi o plastici.* Accompagnare alle prove dei pozzetti esplorativi, quando non si conosce BENE la zona.
Un abbraccio a tutti.
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Insomma, le chiacchere stanno in poche parole:fino a che si rincorrono gli incarichi ( mi riferisco a quelli piccoli) è chiaro che ci si squalifica e quindi si viene considerati dei morti di fame (come a volte si è realmente) a cui si dà un pezzo di pane giusto per fare una buona azione e meritarsi il paradiso.
E' una norma dello Stato Italiano l'indagine geologica per tutte le opere che vengo costruite in zone soggette ad un qualsiasi tipo di vincolo? Ebbene quando questo obbligo non viene rispettato l'Ordine territorialmente competente fa un bel esposto alla Magistratura.
Fino a che si continua a scodinzolare attorno alle Autorità o presunte tali ed ai possibili datori di lavoro si sarà sempre trattati in questo modo.
Fino a quando mostreremo una sudditanza tecnica , ma sopratutto psicologica, nei confronti delle altre categorie professionali (ingegneri in particolare) non avremo carisma . Facciamoci valere e rivendichiamo il nostro spazio con le buone e con le cattive ma sopratutto con orgoglio ( perchè non rivendichiamo un gheo)!
Ciao a tutti
Antonio
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 Un applauso 
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