Il penetrometro leggero non sarebbe poi tanto male, se i costruttori tralasciassero di produrre le loro ridicole tabelle di correlazione.
Le uniche considerazioni valide sono: terreno molle, terreno medio, terreno duro.
Ogni tentativo di correlazione quantitativa dimentica problemi molto seri quali l'attrito asta-parete del foro, che al di là dei 2-3 m e in terreni coesivi può simulare una resistenza che non esiste.
Quando è possibile (terreno sgombro, spazio a disposizione), è meglio il pozzetto geognostico, si vede cosa c'è effettivamente e si può saggiare direttamente la consistenza del terreno.
In quanto alle indagini, è vero, ci sono aree (esempio Firenze), dove una o due penetrometrie sono date per scontate, altre aree (non faccio il nome) dove per centri direzionali del costo di qualche mega Euro l'unica stratigrafia è stata quella derivata da un pozzo per acqua "poco distante" (e la relazione è stata redatta da un ingegnere e firmata da un nostro collega...). Tra parentesi, il sottosuolo non è roccia, ma brecce + - addensate talora contenenti cavità.
E no, gli uffici preposti non entrano nel merito delle indagini in sito. E probabilmente il collega che ha firmato la relazione ha intestato tutto alla moglie e risulta nullatenente...


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)