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Qui a Modena ci sono dei terreni pessimi la cui capacità portante è normalmente su 0.6-0.7 kg/cmq. e la falda acquifera si trova a 1.50-2.00 dal p.c
Per piccoli edifici come quello in esame si fanno fondazioni continue superficiali senza che si verifichino grossi inconvenienti.
Visto che vi era un altro edificio sulla stessa area dotato di fondaizoni superficiali che non manifestava inconvenienti sarei per ripetere questa soluzione.
ciao Antonio
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Iscritto: Aug 2001
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Concordo con Antonio, anche perché l'edificio esistente una certa precarica al terreno dovrebbe averla data
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Iscritto: Jun 2003
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Leggo solo ora. Le caratteristiche di resistenza alla penetrazione non sono male in rapporto alla tipologia di costruzione (recentemente mi è capitato un caso analogo ma con resistenze anche di 0- 1 colpi per i primi 3-4 metri), per cui, considerato anche i precarichi già subiti dal terreno, sarei orientato più su fondazioni superfciali. Qualora dovessi eseguire micropali, ricordati che possono lavorare anche di solo attrito laterale.
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Iscritto: Jul 2004
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Fai un'ipotesi col progettista su quanto dovrebbe scricare la platea o un trave, in base all'esperienza i valori potrebbero essere talmente bassi da risolvere ogni tuo dubbio...
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Iscritto: Mar 2004
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Aggiungo alle possibilità 2 ulteriori soluzioni:
1) Rimozione dello strato superficiale pessimo e sostituzione con misto granulare compattato (la sostituzione può avvenire in blocco o con trincee, lo spessore variabile, fino alla superficie piezometrica generalmente). Lo strato sostituito si situa nella parte del campo tensionale più critico per i cedimenti, per cui ne diminuisce l'entità. Questa è una tipica soluzione popolare presso gli ingegneri, in genere funziona bene, potrebbe non funzionare in presenza di marcate disomogeneità, in presenza di strati molto soffici o torbosi (o funzionare solo fino al primo sisma significativo). 2) Adozione di geotessili per il miglioramento della resistenza del suolo (si usano molto per la stabilità di rilevati, molto meno per fondazioni).
La platea potrebbe andare bene, ma il problema può sempre essere quello della disomogeneità (il terreno è omogeneamente soffice? la platea può inclinarsi piuttosto che cedere uniformemente?). Dalla stratigrafia non sembra possibile progettare una platea compensata, se non minimamente.
I pali (di grande diametro) rimangono una delle soluzioni più affidabili; sottoscrivo con Antonio la necessità di indagare oltre gli 8.5 m per escludere la possibilità di punzonamento.
Sui micropali non mi pronuncio, generalmente non forniscono un buon rapporto resa/costo
Mi sembra che nei capitoli sui pali, trivellati e infissi Bowles abbia una trattazione molto pratica.
Personalmente ho trovato molto utile, nella pratica geotecnica, i capitoli sui pali nel trattato di Fang (poco usato in Italia).
Nel caso di pali trivellati, non mi sembra si prospettino problemi straordinari nell'esecuzione (pareti instabili >> utilizzo fanghi bentonitici >> utilizzo camicia a perdere o casing), con occhio particolare all'edificio contiguo.
Personalmente, amplierei l'indagine con 2-3 pozzetti, e nel caso si decida per i pali, 1 o 2 sondaggi. In mancanza di fondi, il criterio decisionale conclusivo deve tendere ad evitare che tu diventi il capro espiatorio in presenza di eventuali futuri problemi.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Aug 2001
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data la tipoòogia dell'edificio escluderei i pali. Troppo costosi.
Permettetemi quello che circa 30 anni di esperienza mi indicno come logico.
scavo di splateamento regoralizzazione del fondo scavo con misto (va bene anche il tout venant) con geotessile opzionale.
fomdazione a platea o a reticolo di travi rovesce in funzione dei carichi.
E' importante che la fondazione non costi troppo rispetto all'opera.
Non dimenticate chr sulls stessa impronta esisteva un edificio con fondazioni superficiali.
Se quelle tenevano a parità di carichi trasmessi....
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Iscritto: Jul 2004
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I micropali potrebbero essere utili nel caso si voglia approfondire il piano di fondazione per contenere il lato dello sbancamento prospiciente l'altro edificio...
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Iscritto: Feb 2004
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OP
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Ringrazio tutti per gli interventi.
Vi farò poi sapere cosa deciderà il progettista.
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Iscritto: Feb 2004
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OP
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Come promesso provvedo ad aggiornarvi.
Probabilmente si opterà per la soluzione proposta da Mccoy e VM. Il progettista all’inizio era più dell’idea di fare dei micropali, ma dopo aver quantificato i costi ci ha subito ripensato. L’ingegnere ha ipotizzato una platea 10x10 ed ha bisogno di una portata di almeno 0,6 kg/cm2. Credo che “bonificando” il terreno possiamo anche raggiungerla contenendo i cedimenti. Comunque si deciderà solo dopo aver incominciato lo sbancamento e visionato direttamente i terreni.
Domanda. La conformazione topografica dell’area e le misurazioni effettuate nelle verticali di indagine e in pozzi limitrofi, fanno ipotizzare che la falda provenga da Nord per poi dirigersi ad Ovest, verso la limitrofa piana fluvioglaciale. Ho letto che in alcuni casi è possibile realizzare una sorta di paratia o palancola per abbassare localmente il livello della falda ed incrementare la capacità portante dei terreni. Secondo voi sarebbe utile (e fattibile) realizzarla sul lato della nuova costruzione a monte rispetto al flusso della falda? E’ una soluzione che si esegue comunemente? E come e in che materiale deve essere realizzata? Ritengo anche che dovrà passare un po’ di tempo dalla sua realizzazione alla messa in posto delle fondazioni per attendere l’assestamento del terreno, o mi sbaglio? Qualcuno ha fatto esperienze analoghe?
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Tia:
ma devi fare dei vani interrati? se è solo per aumentare la capacità portante, mi pare inutile oltre che costoso...
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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