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Sono un geologo laureato da 1 anno e iscritto all'albo da pochi mesi, avrei voglia di fare una esperienza lavorativa un po strana tipo su una piattaforma petrolifera oppure lavorare per qualche ditta che fa pozzi in Afica. Per le piattaforma mi chiedevo se prendono solo ingegneri e se può interessare a questi che io ho fatto l'indirizzo geologico-paleontologico. Ad ogni modo mi chiedevo se qualche gentile collega poteva aiutarmi e darmi qualche utile consiglio visto che non so proprio da che parte cominciare la ricerca. A tal proposito dico che conosco bene l'inglese e che ho 26 anni.
Grazie a tutti per i buoni consigli che saprete senz'altro darmi.
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Iscritto: Apr 2000
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Originariamente inviato da angelo.goffredo: "Per le piattaforma mi chiedevo se prendono solo ingegneri e se può interessare a questi che io ho fatto l'indirizzo geologico-paleontologico."
No, sui cantieri di perforazione petrolifera non prendono solo ingegneri e non interessa a nessuno che indirizzo tu abbia seguito, tanto quello che hai imparato all'universita' ti servira' ben a poco e verrai istruito su quello che dovrai fare (compreso come dovrai guidare l'automobile, se dovrai farlo). Contatta su internet le principali societa' di servizi alla perforazione (Dowell, Geoservices, Schlumberger, Smith, Huges, Baroid, Byron Jackson...) e le principali societa' petrolifere (lascia perdere il gruppo ENI). In Italia puoi sentire la Trevi, che recentemente ha preso qualcuno per pozzi d'acqua per l'africa occidentale (Guinea Bissau? Nigeria? Non sono sicuro). Ricorda pero' che la concorrenza nel campo della perforazione e' rappresentata da tecnici dei paesi dell'est, che si accontentano di paghe basse (un geologo Romeno _bravo_ a casa sua prende 60-80$ al mese se gli va bene e se e' un "pezzo grosso") e che il principale requisito e' la buona volonta' e la voglia di sbattersi. Se vai all'estero con un'impresa piccola informati bene che siano seri e solvibili. Se ti offrono molti soldi o non ti pagheranno o rischierai la vita ("no, a Luanda era tranquillo, avevo una Makarov sempre con me, la mia scorta era armata, non mi fermavo mai ai semafori rossi per evitare gli assalti e ogni mezz'ora telefonavo in amabasciata per sentire sei i ribelli avevano preso la centrale elettrica e sfondato il blocco all'ingresso della citta', tanto c'era un elicottero sempre pronto per evacuarmi, perche' l'aereoporto era gia' caduto...", raccontatami da un amico rientrato due mesi fa). Ma le soddisfazioni possono essere enormi, se ci sai fare e se quel tipo di vita ti "prende".
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Iscritto: Oct 2001
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Non è facile entrare nel "giro estero", ma è sicuramente più difficile rimanerci. Qualche anno fa (o meglio decennio), il mercato della perforazione petrolifera era ancora attivo. Oggi per una serie di motivi i ricavi sono diminuiti notevolemente e si cerca di contenere le spese. Tuttavia qualche occasione potrebbe offrirla la Baker, con la posizione di mud logger, niente di particolarmente esaltante. Sempre che tu sia disposto a lavorare 12 ore (da contratto) al giorno per minimo 15 giorni consecutivi, mangiare male, dormire peggio essere tutto sommato mal pagato, e rischiare la vita con trasferimenti in elicottero. Dimenticavo che prima di farti partire per una piattaforma, devi obbligatoriamente sostenere un corso antincendio, uno di sopravvivenza in mare (con tanto di simulazione di elicottero che affonda!), uno contro i pericoli dell'H2S e mi fermo qui. Tutto questo può sembrare affascinante, ma ti renderà difficile farti una famiglia. Quando non ne potrai più di fare lo zingaro in giro per il mondo, non potrai più lavorare a casa tua, in quanto non saprai niente di geotecnica e la tua esperienza servirà a ben poco, non conoscerai nessuno (tecnici, colleghi, amministratori), e non avrai la benchè minima idea di cosa sia la professione. In bocca al lupo
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Iscritto: Sep 2002
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Visto che state parlando di lavorare nelle piattaforme, non è che sapete se pigliano anche donne??? Lo so che vi state scompisciando dalle risate, ma vorrei fare un'esperienza all'estero, non necessariamente in africa sennò i talebani mi mettono il cappuccio,ma sono disposta a tutto pur di fare il geologo, e visto che ho pulito cessi a destra e a manca senza grossi risultati, tanto vale che vada in qualche piattaforma, non sarebbe molto peggio di quello che ho già visto! Forza, accetto tutto: consigli, proposte, dritte, rovesce e quant'altro........
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Iscritto: Oct 2001
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Per quanto concerne la mia esperienza, l'unica mansione che ho visto ricoprire da donne geologhe è quella di "mud logger" (Mare del Nord, Algeria), per le società di servizi petroliferi. web page Requisiti minimi: inglese fluente, min. 50 kg di panca. Mentre mi sembra chiuso il settore pozzi per acqua (mai sentito neanche nominare).
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Iscritto: May 2000
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Faccio solo alcune precisazioni.
Fare delle esperienze di questo tipo per un po' non e' la fine del mondo, anzi. Vero e' che i mud logger non sono pagati molto, ma se avete studiato geofisica applicata (sismica a riflessione) potete anche lavorare su navi sismiche (si lavora 5 settimane si, 5 no o 6 e 6) e si guadagna molto bene. I corsi di sopravvivenza con tanto di simulazione di affondamento dell'elicottero sono alla portata di tutti: io gli ho fatti e nella vita di tutti i giorni non vado neppure sulle montagne russe al luna park. Donne ce ne sono, non sono la maggioranza ma cominciano ad essercene. Qui sulla mia nave siamo in 4 geofisici: io, il mio capo spagnolo e 2 ragazze, una francese ed una russa. Ultimamente la presenza femminile ai master inglesi sulla geologia del petrolio e' in maggioranza, sintomo che tra poco saranno davvero in tante ad entrare in questo mondo. Al solito, i paesi nordici sono piu' aperti di noi a questi cambiamenti.
Detto tutto cio', e' forse vero che questo tipo di vita richiede qualche sacrificio e forse non facilita la realizzazione di una famiglia ma sempre nell'ottica italiana. I miei colleghi norvegesi ultra 50enni con mogli e 3 figli non hanno nessun problema, e anzi qui tutti mi considerano un poco di buono perche' a 28 anni non sono ancora sposato con figli, con commenti del tipo: "...Voi italiani donnaioli, non la mettete mai la testa a posto ?".
Se viaggiare non e' un problema e se vivere un giorno in Inghilterra (fatta esperienza si puo' lavorare per una compagnia petrolifera in un ufficio) invece che in Italia non e' un problema, perche' no ??
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Iscritto: Jul 2002
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Iscritto: Jul 2002
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Dal mio punto di vista - prettamente personale - non vedo perche` se si va all'estero non ci si possa fare una famiglia. Mia moglie ed io ci siamo conosciuti fuori dall'Italia.
Mi ricordo quanti compagni di corso dicessero di voler aprire uno studio di geologia a 50 m da casa, tornare per pranzo e per dormire, senza doversi poi sbattere ad avere un lavoro ed una casa propria da mandare avanti. Forse e` la tipica visione che gli italiani hanno del proprio cibo, moda e donne (o uomini) a fare storcere il naso a tanti sulla prospettiva di vivere all'estero. Tornare indietro e trovarsi fuori dalla professione e dal giro...perche` mai tornare indietro? A far cosa?
Stefano
Stefano Baffi Seismic Interpreter Horizon Energy Partners Scheveningseweg 8 2517 KT The Hague Netherlands
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Iscritto: Oct 2001
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Intanto occorre capire “…lavorare su navi sismiche (si lavora 5 settimane si, 5 no o 6 e 6) e si guadagna molto bene…”. Che contratti sono? Durante il periodo di riposo quant’è la retribuzione? Il contratto del petrolio prevede 14 mensilità, ed anche se si fanno i turni si maturano le ferie. “Se viaggiare non e' un problema e se vivere un giorno in Inghilterra (fatta esperienza si puo' lavorare per una compagnia petrolifera in un ufficio) invece che in Italia non e' un problema, perche' no ??” Certo è che in ufficio non si percepiscono gli stipendi di chi va in cantiere, e se riuscirai a tirare la cinghia meglio di molti inglesi che invece con due stipendi non ci riescono allora sei a buon punto.
“Mia moglie ed io ci siamo conosciuti fuori dall'Italia” appunto bisogna distinguere:lavorare all’estero è una cosa, lavorare tra continui spostamenti un’altra cosa. Lavorare all’estero in pianta stabile è tutto sommato come lavorare a 50 m da casa, con qualche piccola sfumatura, che magari se sei di cuore tenero tra qualche anno all’intonare di “oh sole mio” ti verranno le lacrime agli occhi, perché anche in un mondo sempre più appiattito e globalizzato sarai sempre per l’uomo medio uno straniero. Mentre lavorare viaggiando (oggi in Algeria, domani in Libia, dopodomani in Burkina Faso, poi chi sa dove), è proprio un’altra cosa. Ma se hai una compagna che ha un minimo di ambizione professionale o che non voglia seguire l’altro in maniera “apostolica”, occorre che ti rassegni a vedere la famiglia ogni tanto, e non te la prendere se tra vent’anni i tuoi figli non sapranno chi sei.
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Iscritto: May 2000
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Rispondo alle domando e poi dico la mia opinione, che poi e' appunto esclusivamente tale. I contratti che abbiamo qui e in tutte le altre compagnie non prevedono differenze tra il periodo in cui lavori e quello in cui non fai niente: al mese prendo sempre lo stesso, tolti i rimborsi (ad es. taxi per andare da casa all'aeroporto) che alzano leggermente ma che sono, ovviamente, un ritorno dei (pochi)soldi spesi nei trasferimenti. Inoltre abbiamo una specie di 13esima che considera tutti i girorni fatti a bordo e che ti ricompensa dei giorni di viaggio, che sono pagati come normali giorni lavorativi. Quindi a differenza dei "mud logger" che hanno una paga di base con un tot al giorno in piu' quando lavorano, ogni mese io prendo uguale. In ogni momento possiamo andare in ufficio, dove giustamente non prendiamo altrettanto, anche se dipende dall'esperienza: un "on board chief" diventa almeno un project leader, quindi con buon stipendio. Purtroppo non in Italia (io ho eventualmente l'opzione Osservatorio Geofisico Sperimentale, dato che sono di Trieste, se accetto un notevole ridimensionamento economico). Comunque gli uomini medi sono abbastanza in estinzione in posti come Londra od Oslo, dove comunque finisci per lavorare con gente di tutto il mondo, come a bordo. I contratti sono a tempo indeterminato, ma a differenza dell'Italia basta un preavviso di 3 mesi da parte loro (o mia) e tanti saluti. Entrati nel giro e' facile ritrovare lavoro da altre parti, e di queste compagnie ce ne sono tante. Per carita', mi rendo conto che questo possa spaventare, ma e' una questione di mentalita'. Ribadisco che qui con me ho gente con famiglia. E' vero che siamo lontani per un lungo periodo, ma per altrettanto tempo possiamo passare molte ore con loro. Mio padre e' un medico, parte di casa alle 7.30 e spesso non torna prima delle 20, lavora anche di sabato mattina fino alle 14. In 35 giorni sempre via mi perdo qualche domenica quindi??? Non mi sembra una tragedia, e non lo e' per ora neppure per la mia ragazza: non credo di diventare uno sconosciuto per 5 settimane lontano, se poi per altre 5 posso non avere altro da fare che stare con lei. Se per lei diventera' un problema, allora vedro' se vale la pena cambiare. Non costringo nessuno a grossi spostamenti, almeno che non lo si voglia assieme e neppure di lasciare l'Italia. Con il tempo libero che ho, posso intanto pensare di studiare ancora se voglio un giorno fare altro o specializzarmi ulteriormente. Comunque se si vuole fare un'esperienza di 2 anni o 1 solo, non credo che dopo sia impossibile tornare indietro se ci si trova tanto male no ??  il problema non e' questo tipo di lavoro, ma quanto poco offra la nostra laurea in Italia: qualunque altro tipo di professionista che si fa 5 anni all'estero fa quello che vuole, torna indietro oppure si ferma, senza problemi. Avrei altre cose da dire, ma magari rischio di essere troppo lungo, ribadisco solo che per fortuna non siamo tutti uguali !
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Un pò tardi visto le date.. ma tant'è.. Concordo con Banfi.. perchè qui, là o qua.. si o no.. e soprattutto.. tornare a fare che cosa ?? Io sono qua, sono stato qualche volta la.. e mi verrebbe voglia di mollare la famiglia, lo studio (un pò più di 50 metri da casa) e tutti gli altri conoscenti.. per andare ancora più il là.. CERCANO GEOLOGI PER MISSIONI EXTRAPLANETARIE ?? Anche perchè da queste parti, salvo qualche eccezione, la professionalità.. data e ricevuta scarseggia.. non sò se il Geologo sia una specie in via di estinzione ma.. sicuramente è una specie molto annoiata.. a meno che non abbiate scelto il corso di laurea per ritrovarvi dietro una scrivania di un ente pubblico.. ANDARE, ANDARE.. se si riesce.. in quanto a tornare.. bè.. avete idea di come sia il tramonto in Nuova Zelanda ?
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