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Ciao a tutti. Sto valutando la possibilità di comprare uno scissometro e/o un penetrometro tascabile per migliorare da un punto di vista quantitativo la descrizione geologico-tecnica dei terreni fini in situ. Vorrei sapere però da chi li utilizza regolarmente se sono strumenti affidabili e che tipo di applicabilità hanno. Ad esempio: si possono utilizzare anche in pareti (o sul fondo) di uno scavo (cosa che mi interesserebbe maggiormente), oppure vanno utilizzati solo su carote? E che valori mi restituiscono? Mi sembra di capire che lo scissometro dia la resistenza al taglio non drenata di picco e residua (cu), mentre il pocket penetrometer dia la “consistenza” del terreno, espressa come compressione ad espansione laterale libera (qu). E si ha che cu = qu/2. E’ giusto o sto sbagliando qualcosa? Se è così quando usare uno e quando l’altro? Hanno altre applicazioni? Grazie a tutti per le risposte: ho provato a cercare l’argomento in vari libri di geotecnica, ma o lo danno per scontato o lo liquidano in poche righe!
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Quello che hai scritto è corretto.
Possono essere usati contemporaneamente; ho in merito un piccolo estratto da un articolo (francese).
Ti consiglio strumenti con l'asta lunga circa un metro.
Però in Piemonte al di la del Chierese e del problema di geotecnica che hai posto alcuni giorni fa non trovi molti siti dove utlizzarli.
NB i dati vanno trattati statisticamente e presi come poco cautelativi.
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OP
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Grazie Massimo per i consigli! Da una ricerca su internet mi sembra di capire che esistano differenti tipi di strumenti, ma i più diffusi sono: - penetrometri: a 5 punte o tubolari - scissometri: vanatest o con asta di prolunga. Inoltre le stesse tipologie hanno a volte differenti scale di precisione. Posso chiederti quali mi conseglieresti eventualmente? Che ne pensi del Penetrometro P100 + Scissometro S100 della PASI ( http://www.pasisrl.it/docs/pdf/penetrometri.pdf)? Non voglio fare pubblicità ma così almeno vedendo le caratteristiche tecniche del modello ci capiamo! Grazie
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la teoria è giusta, ma va ricordato che il pocket va utilizzato con prudenza e senza fidarsi: puoi usarlo per saggiare le carote in modo da distinguere livelli con caratteristiche simili per prelevare campioni semiindisturbati, e per qualche lavoretto di poco conto (terreni facili, carichi irrisori)
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Si il penetrometro Pasi è senz'altro idoneo, anche Pagani distribuisce uno scissometro ancora più valido. Come dice Simone vanno usati cum grano salis, ma lo scissometro da foro è un signor strumetno da prove in situ, quando lo si può usare.
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Come dice giustamente Simone usarli sopratutto nel corso dei sondaggisulle carote per dare una prima scandagliata alle caratteristiche meccaniche dei terreni e quindi fare una prima "classificazione" di campo che ti permetta anche di decidere sia dove prenedere campioni indisturbati, sia di decidere le prove di laboratorio.
Per altre interpretazioni mi fiderei poco.
Io non li ho mai posseduti in quanto una impresa che fa sondaggi, se ha un minimo di credibilità, ne ha generalmente in dotazione di vari tipi e con diversa sensibilita.
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Io ho usato gli strumenti di cui parli, Tia, lo scorso autunno per la progettazione geologica e geotecnica di un vigneto su pendio. Sono strumenti sicuramente molto validi, ma bisogna impadronirsi di una discreta pratica. E' assolutamente necessario eseguire molte prove (fai un pò il parallelo con le 100 misure di meccanica delle rocce) ed i valori mediati vanno considerati statisticamente. Per il resto sono ottimali, soprattutto, come dicevano gli egregi Colleghi, per misure "di massima" in base alle quali ottenere valori di riferimento.
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Una domanda a Nicola Alberti,
Come hai fatto a passare da paramtri non drenati a drenati? Sempre posto che ti siano serviti per verificare la stabilità superficiale del pendio.
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Domanda ad un super esperto o a qualcuno che ragiona meglio di me a quest'ora. Se misuro la resistenza al taglio con un vane in un limo che non è coesivo ( di incerta assegnazione), cosa sto comunque misurando. Lo posso utilizzare in qualche modo questo valore, ha un senso?
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Spesso i terreni in situ presentano una coesione apparente dovuta anche alle sovrappressioni che si creano al momento dello sforzo di taglio.
Il dato ricavato su un limo che sia sicuramente incoerente devi non considerarlo.
Del resto come vi ho già detto io uso questi dati non da un punto di vista analitico ma solamente qualitativo
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