Antonio,
scusa se non ti ho risposto alla cartolina natalizia, me ne vergogno sommamente ma durante le vacanze ho o lavorato o sono stato insolitamente impegnato, dovrò scusarmi anche con altri...
In uno dei + recenti numeri di geologia tecnica è uscito un lavoro comparativo tra i due metodi (microtremori e modellazione con SHAKE).
A quanto ho capito, il metodo dei microtremori ha i suoi seguaci e i suoi detrattori. Io mi trovo in campo neutrale perchè finora non ho usato nessuno dei due. Certo il segnale non è lo stesso del sisma, ma non dimentichiamo che anche con SHAKE e analoghi raramente si ha uno spettro reale di un sisma (si costruisce generalmente uno spettro sintetico che nessuno ci assicura corrisponda al segnale vero, e se non corrisponde finamo in un tipico ciclo GIGO = garbage in, garbage out, con spettri elastici belli a vedersi ma in pratica altrettanto utili quanto gli scarabbocchi di mio figlio di 1 anno e mezzo). Scusate il negativismo, ma la realtà dei fatti è questa. In ogni caso, un ovvio svantaggio del metodo Nakamura è che non abbiamo un sondaggio o una prova che ci può servire anche per calcolare la solita capacità portante (e che dovrebbe essere di obbligo per costruire la stratigrafia nei metodi di modellazione).