Antonio,
scusa se non ti ho risposto alla cartolina natalizia, me ne vergogno sommamente ma durante le vacanze ho o lavorato o sono stato insolitamente impegnato, dovrò scusarmi anche con altri...
In uno dei + recenti numeri di geologia tecnica è uscito un lavoro comparativo tra i due metodi (microtremori e modellazione con SHAKE).
A quanto ho capito, il metodo dei microtremori ha i suoi seguaci e i suoi detrattori. Io mi trovo in campo neutrale perchè finora non ho usato nessuno dei due. Certo il segnale non è lo stesso del sisma, ma non dimentichiamo che anche con SHAKE e analoghi raramente si ha uno spettro reale di un sisma (si costruisce generalmente uno spettro sintetico che nessuno ci assicura corrisponda al segnale vero, e se non corrisponde finamo in un tipico ciclo GIGO = garbage in, garbage out, con spettri elastici belli a vedersi ma in pratica altrettanto utili quanto gli scarabbocchi di mio figlio di 1 anno e mezzo). Scusate il negativismo, ma la realtà dei fatti è questa. In ogni caso, un ovvio svantaggio del metodo Nakamura è che non abbiamo un sondaggio o una prova che ci può servire anche per calcolare la solita capacità portante (e che dovrebbe essere di obbligo per costruire la stratigrafia nei metodi di modellazione).


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)