Rispondo alle domando e poi dico la mia opinione, che poi e' appunto esclusivamente tale.

I contratti che abbiamo qui e in tutte le altre compagnie non prevedono differenze tra il periodo in cui lavori e quello in cui non fai niente: al mese prendo sempre lo stesso, tolti i rimborsi (ad es. taxi per andare da casa all'aeroporto) che alzano leggermente ma che sono, ovviamente, un ritorno dei (pochi)soldi spesi nei trasferimenti. Inoltre abbiamo una specie di 13esima che considera tutti i girorni fatti a bordo e che ti ricompensa dei giorni di viaggio, che sono pagati come normali giorni lavorativi.
Quindi a differenza dei "mud logger" che hanno una paga di base con un tot al giorno in piu' quando lavorano, ogni mese io prendo uguale.

In ogni momento possiamo andare in ufficio, dove giustamente non prendiamo altrettanto, anche se dipende dall'esperienza: un "on board chief" diventa almeno un project leader, quindi con buon stipendio.
Purtroppo non in Italia (io ho eventualmente l'opzione Osservatorio Geofisico Sperimentale, dato che sono di Trieste, se accetto un notevole ridimensionamento economico). Comunque gli uomini medi sono abbastanza in estinzione in posti come Londra od Oslo, dove comunque finisci per lavorare con gente di tutto il mondo, come a bordo.
I contratti sono a tempo indeterminato, ma a differenza dell'Italia basta un preavviso di 3 mesi da parte loro (o mia) e tanti saluti. Entrati nel giro e' facile ritrovare lavoro da altre parti, e di queste compagnie ce ne sono tante.
Per carita', mi rendo conto che questo possa spaventare, ma e' una questione di mentalita'. Ribadisco che qui con me ho gente con famiglia. E' vero che siamo lontani per un lungo periodo, ma per altrettanto tempo possiamo passare molte ore con loro. Mio padre e' un medico, parte di casa alle 7.30 e spesso non torna prima delle 20, lavora anche di sabato mattina fino alle 14. In 35 giorni sempre via mi perdo qualche domenica quindi??? Non mi sembra una tragedia, e non lo e' per ora neppure per la mia ragazza: non credo di diventare uno sconosciuto per 5 settimane lontano, se poi per altre 5 posso non avere altro da fare che stare con lei.
Se per lei diventera' un problema, allora vedro' se vale la pena cambiare. Non costringo nessuno a grossi spostamenti, almeno che non lo si voglia assieme e neppure di lasciare l'Italia. Con il tempo libero che ho, posso intanto pensare di studiare ancora se voglio un giorno fare altro o specializzarmi ulteriormente.
Comunque se si vuole fare un'esperienza di 2 anni o 1 solo, non credo che dopo sia impossibile tornare indietro se ci si trova tanto male no ??
mad il problema non e' questo tipo di lavoro, ma quanto poco offra la nostra laurea in Italia: qualunque altro tipo di professionista che si fa 5 anni all'estero fa quello che vuole, torna indietro oppure si ferma, senza problemi.

Avrei altre cose da dire, ma magari rischio di essere troppo lungo, ribadisco solo che per fortuna non siamo tutti uguali !