Ciao collega junior, non fare caso alle risposte poco cortesi che ricevi dal signor Antonio Scaglioni, mi riferisco alla frase “Sembri uno di quei clienti che chiedono per telefono il Kt del terreno, come se tutta la geotecnica si riducesse solo a questo numero magico”, ripeto non farci caso, non è mai riuscito a porsi con un certo savoir faire nei confronti di chi scrive. Basta che vai a visitare il mio articolo scritto nel forum avente per oggetto: “Tsunami in Italia” che ha avuto oltre 50 link (forse il più cliccato) e nessuno, ripeto nessuno si è mai espresso nei nostri confronti con tanta aria di…… ma siamo certi che è un nostro collega ? Dove sono finite le buone regole deontologiche-professionali ? Io non ho mai mancato di rispetto a nessuno e nessun collega del forum lo ha fatto ad eccezione del signor Antonio Scaglioni, che pensa di poter trattare tutti come gli pare ed esordire come appena scritto…….basta polemizzare…..
Perdonami caro collega da Bolognetta (PA), ma questa era una cosa che volevo puntualizzare da parecchio ed ora si è dato il caso.
Andiamo ora al tuo problema. Capisco benissimo che questa era una domanda di esame. La platea viene generalmente utilizzata in zone in frana, dove si pretende di avere un comportamento rigido-scatolare dall’intera struttura. Questo tipo di comportamento si riscontra in genere in zone di versante, p.es. su flysch che abbiano un certo limite di plasticità.
Spesso, in qualità di geologo, vengo interpellato da Ingegneri ed Architetti prima di edificare un fabbricato.
Questo consulto è utilissimo, perché ogni professionista porta in campo il suo sapere e le sue conoscenze. Da questo summit emergerà la tipologia fondale più adatta al caso, fondazione: diretta, indiretta, platea, travi rovesce, plinti, opere di bonifica e consolidazione prima di costruire, ecc. Questo si fa a seconda della distribuzione e dell’entità dei sovraccarichi che dovranno agire sul terreno, dalle caratteristiche geomeccaniche della litologia che dovrà incassare le fondazioni (argille OC, NC), dalla profondità della falda. Una importantissima considerazione va fatta esaminando le condizioni dei fabbricati immediatamente adiacenti a quello da realizzare (se ce ne sono) e della loro interazione con il terreno. Integrando l’osservazione degli effetti con le informazioni geotecniche, si dovrà necessariamente ottenere un buon risultato (o almeno si spera).
In questo modo Antonio spaventa le persone (non certo me), ponendole sotto una luce ridicola. Questo tipo di atteggiamento l’ho riscontrato in pasato anche nei docenti dei corsi universitari della Sapienza (Roma), ma che oggi mi fa sorridere e mi fa ricordare quando anch’io ero “dall’altra parte”. In quanto alla commissione, la risposta secca: “la platea la farebbe sulle argille” è un po’ troppo riduttiva, bisogna vagliare il contorno, come ho appena detto.
Ciao e coraggio.
P.S. Una curiosità: come si chiamano gli abitanti di Bolognetta ?