Buona sera (scrivo di sera!)
Vorrei, se mi è permesso, dire la mia opinione riguardo alla diatriba (senza fine) tra
geologi e ingegneri sulla competenza della redazione della relazione geologica-
geotecnica.
Io non sono un geologo e nemmeno un ingegnere civile, sono ,come si dice un
“meccanico” e mi occupo di impiantistica; in particolare di piping. I problemi
geologigi-geotecnici li vedo solo come interfaccia, posso quindi in questa discussione
essere considerato “terzo” senza alcun interesse specifico. Ho molta ammirazione per il
lavoro dei geologi che in un territorio come l’Italia lo ritengo indispensabile. (un geologo
per ogni comune, lo sottoscrivo!)
La relazione geologica è, e deve essere, esclusiva competenza del geologo, la
caratterizzazione del terreno sul quale verrà eretta una qualsiasi costruzione è lavoro del
del geologo e non può essere altro che così. E’ il geologo che ha competenze e (si spera)
preparazione in merito. Il geologo ha anche competenza su tutte le prove di laboratorio
che veranno eseguite e che verranno riportate nella sua relazione.
Fatto questo lavoro (che è molto, parlo ovviamente per costruzioni di una certa
importanza) , il geologo ha fatto il suo. Tocca ora all’ingegnere progettista della struttura,
con i dati ricavati dalla relazione geologica, calcolarsi la capacità portante del terreno in
oggetto e scegliere il tipo di fondazione che ritiene più idoneo per la struttura che ha
progettato, dimensionarla e calcolarsi i cedimenti.
La scelta del tipo di fondazione é, e deve essere, esclusiva competenza dell’ingegnere
progettista (se volete strutturista). Il sistema fondale non può essere disgiunto dalla
struttura che deve sopportare, non si può pensare di scegliere un tipo di fondazione
senza tenere conto del comportamento della struttura sovrastante sotto l’azione dei
carichi assegnati. Una struttura prevalentemente isostatica si comporterà in maniera
diversa da una struttura totalmente iperstatica; un cedimento differenziale che rimane
nell’ordine dell’accettabilità potrebbe compromettere la struttura come potrebbe valere il
caso opposto. Ecco perchè è necessaria una valutazione globale che solo l’ingegnere è in
grado (si spera ) di fare.
GEO STUDIO in un suo recente intervento su questo forum ha affermato: il sistema
fondale lo sceglie il progettista strutturale ma lo consiglio io!!! nell’apposito paragrafo !!!
(sic). Consigliare e/o proporre non vuol dire prescrivere o scegliere, chi sceglie può
tenere conto del consiglio oppure no, Il progettista, poichè deve sceglire, ha la facolta di
decidere come vuole. Responsabile è chi sceglie e prescrive, non chi consiglia .
Continua l’intervento di GEO STUDIO : se non bastasse il fatto (ovviamente del tutto
marginale) che credo DI SAPERNE DI PIU’ IO, .... (sic) . Mei cojoni ! Direbbero a Roma.
Complimenti ! Dico io, vorrà dire che quando dovrò risolvere problemi di ancoraggio su
terreno di qualche condotto (Io però non mi accontento del consiglio, voglio il progetto
completo e con analisi delle forze in gioco), invece di rivolgermi ad un ingegnere, mi
rivolgerò a lui, pagando ovviamente e senza discutere sulla parcella.
Cosa volete che ne sappia un ingegnere che tra l’altro ha perso anche tempo
all’Università a studiare Meccanica Razionale , Scienza delle costruzioni , Tecnica delle
costruzioni, Meccanica dei terreni, Idraulica , Costruzioni idrauliche ecc. !!!
Voglio ora raccontare due casi di cui sono stato di recente testimone.
Costruzione di un capannone ad uso produzione di manufatti meccanici in un lotto
facente parte di un PIP comunale. Il capannone in elementi in calcestruzzo armato
prefabbricati, è a due navi, è alto circa 9 metri sotto falda, ha una pianta pressochè
quadrata di circa 2500 mq e all’interno dovranno essere installati due carriponte da 10
tonn. cadauno. Zona sismica di seconda categoria.
Relazione Geologica/tecnica (fatta da Geologo di cui ho stima )
- prove penetrometriche fatte con penetrometro Pagani da 20 tonn. fino ad una profondità
di 10 metri.
- indicazione di impostare le fondazioni (plinti isolati) a circa 1.6 metri dal piano campagna
originario
- presi i valori di resistenza alla punta a tale profondità e trasformati in termini di coesione
non drenata co la formula Cu = Rp/20
- utilizzati questi valori di Cu nella formula di Skempton, il risultato diviso per 3 per
ricavare il carico di sicurezza qs.
Risultato : per un valore di resistenza alla punta Rp = 10 Kg/cmq
è risultato un qs = 1 Kg/cmq
Il progettista, ingegnere strutturista, conferma i plinti isolati come fondazione, preleva due
campioni di terreno, esegue le prove di laboratorio e classifica il terreno come “limo con
argilla debolmente sabbioso” , decide di impostare le fondazioni a 1.3 metri dal piano
campagna originario, applica la formula di Terzaghi per il calcolo della capacità portante
per plinti quadrati, la divide per il cefficiente di sicurezza 3, risultato : qs = 1.7 Kg/cmq
Vengono eseguiti i plinti come indicato dal progettista e collegati nella direzione est-ovest
da un cordolo in c.a. nella parte alta del bicchiere, mentre il collegamento nord-sud viene
affidato al pavimento industriale reso collaborante.
Il capannone è due anni che è terminato e ad oggi non ha dato evidenza di alcun
cedimento.
Faccio notare la differenza tra il qs calcolato dal Geologo ed il qs calcolato dall’Ingegnere
progettista. Ha consentito un notevole risparmio nelle dimensioni dei plinti.
Altro caso.
Si deve prolungare un capannone ad uso industriale con altro capannone a forma di ”L” di
circa 2000 mq formato da elementi prefabbricati. Il terreno su cui deve essere eretto il
nuovo capannone è terreno di riporto; il luogo è stato per anni una discarica di pietrame e
terre di ogni tipo, poi è rimasto per una ventina di anni a riposo. Zona sismica di seconda
categoria.
Il Geologo redige la sua relazione e (in questo caso) prescrive, allegando alla relazione
anche il progetto, fondazioni su plinti isolati (nr. 13) con base dei plinti poggiante su
cimque pali in c.a. gettati in opera di lunghezza 13 metri e 0.5 metri di diametro.
L’ingegnere progettista ribalta completamente le conclusioni del geologo, fa eseguire le
fondazioni a trave rovescia allargata a bicchiere nei punti di accoglienza delle colonne,
sotto ogni bicchiere predispone un palo in c.a. gettato in opera di lunghezza 12 metri e 0.4
metri di diametro però non collaborante, diventerà collaborante solo se i cedimenti
dovessero risultare maggiori di quelli calcolati. Risultato : notevole risparmio sulle
fondazioni. Il capannone ancora non si è mosso!
A questo punto, a Voi i commmenti. Grazie per l’ospitalità
f.ridolfi@italprogetti.it