senza polemica, Ferdinando, ok?.
A quanto sopra detto aggiungo ancora:
- che calcolare la Qamm (che rientra nella relazione geotecnica) è compito dell'ingegnere, lo dici tu: DM 11/03/88, sentenza del Consiglio di Stato (V Sezione giurisdizionale)-Decisione 4 maggio 1995, n°701 e DPR 328/2001 dichiarano che la competenza della relazione geotecnica è ANCHE del geologo.
-che il calcolo della Qamm non è soltanto un'immissione acritica di parametri geotecnici nella/e classica/e formuletta/e in uso nella geotecnica (parametri che tu ci concedi di ricavare), ma è l'ultimo processo che segue una serie di riflessioni e considerazioni e di verifiche; il geologo sa (o dovrebbe sapere) il significato dei parametri geotecnici e credo che li sappia utilizzare almeno quanto l'ingegnere (e forse a volte meglio); infine, come saprai, talora (anzi spesso) il valore di pressione ammissibile Qamm della fondazione è governata dal cedimento tollerabile dalla sovrastruttura e non dalla Qlim
- non sempre le scelte progettuali dell'ingegnere (o del progettista) sono adeguate; esempio? ho proprio consigliato (anzi prescritto) poco tempo fa l'utilizzo di un unico tipo di fondazione (travi rovesce) anzichè di travi e plinti previsti dal progetto per problemi di eccessivi cedimenti; vedi, la geologia, o meglio l'assetto stratigrafico in 'area non è sempre omogeneo e costante, anzi: quindi il geologo (quando è anche un bravo geotecnico) deve saper consigliare (o meglio precrivere) quale tipo di fondazione sia più adatta in quella particolare situazione.
- l'esempio da te riportato, è significativo: il nostro collega, anzichè fare tutto ciò che ho appena descritto, ha ricavato la Qamm direttamente da correlazioni con indagini penetrometriche; il valore che ne segue deve essere solo preso indicativamente, non come oro colato, visto che le correlazioni sono sì importanti, ma rischiano di portare a gravi errori, o come nel caso da te citato a eccessive cautele. Ciò che ha fatto l'ingegnere, avrebbe dovuto forse farlo il geologo (ma, data la precarietà del racconto, non intendo fare a nessun collega il processo nè mai lo farei senza un'analisi approfondita della situazione). In questo caso sì, forse hai ragione...
- che è evidente che la competenza del geologo si ferma quando si giunge al c.a!
In conclusione, (ammettendo che in una situazione ideale meglio sarebbe una serena collaborazione tra i professionisti), ammettendo una eguale professionalità ed esperienza, relativamente alle proprie competenze, la competenza della relazione geotecnica é di entrambi i professionisti, ma nel senso o dell'uno o dell'altro (o la fa uno o la fa l'altro), non che sia richiesta una doppia firma sulla relazione geotecnica, come capita in qualche posto.......... e questo concetto fa ancora fatica a tramontare!
saluti