Faccio un esempio di un incontro avuto con un ingegnere meccanico che aveva deciso di occuparsi di geotecnica. Tanto lui aveva fatto meccanica razionale, scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni....
Io mi occupavo delle prove e della loro interpretazione. Dieci CPT su terreni eterogenei perchè l'edificio, un condominio allungato, veniva costruito su un paleoalveo . Tale fatto si evinceva solo dalle prove (io lo evincevo, non certo il meccanico). I terreni andavano dalle torbe alle sabbie compatte. Il mio "consiglio" era palificare. I suoi calcoli, fatti con un sofisticato software che utilizzava per calcolare dei pezzi meccanici, ritenevano fattibile l'opera usando una platea. Io ero sbarbino e quindi, a parte limitarmi a dirgli che la torba non aveva un comportamento elastico come lui credeva, rifiutai di apporre la mia firma anche solo alle prove. Il mio capo, un ingegnere (che si definiva geotecnico, ma tale non era), capì e non disse niente.
Secono esempio.
Faccio un sopralluogo in un edificio, palazzina di decine di appartamenti disposti a ferro di cavallo, su 4-5 piani, posato su una platea unica, senza giunti, progettata circa 25 anni fa da un professore di (ingegneria) geotecnica su argille e limi. Spessore della platea 1,5 m.; spessore dei limi, oltre 30 metri.
Dopo 20 anni (20, non 2) la platea si è incurvata e i pilastri dell'interrato si sono spezzati.
Ho rifiutato l'incarico. Conoscendo la zona l'unica soluzione sensata era non costruire li.
Se mi avessero però incaricato per una nuova costruzione, come minimo, da geologo ignorante che non ha fatto scienze delle costruzioni, avrei consigliato di giuntare gli edifici per farli muovere separatamente, visto e considerato che i pali difficilmente si sarebbero potuti fare.
Per ultimo, ma non ultimo, ricordo che la relazione geotecnica è responsabilità del progettista. Ingegnere, architetto, geometra, perito edile... Solo l'ingegnere ha forse studiato almento qualche rudimento di geotecnica.