Per GEO STUDIO
Non è certo mia intensione fare delle prediche, chiedo scusa se ho dato questa
impressione.
Che gli ingegneri meccanici si occupino di strutture non è per niente blasfemo; credo che
essi razzolino nel proprio orto. Ad esempio, qual’è la differenza tra progettare un albero
motore a collo d’oca (progetto ,credo, più che maturale per un ingegnere meccanico) ed
una struttura a portale ?
Ti devo, altresì, correggere anche quando affermi che in materia di Geotecnica i geologi
sono culturalmente e tecnicamente più preparati (addentro ) di ogni altro professionista.
Ora, se la cultura e la preparazione tecnica di cui parli provengono dai corsi universitari, ti
invito a ripensare la tua affermazione in quanto non c’è nulla di più falso ; programmi
universitari alla mano. Se, invece, la cultura e la preparazione tecnica provengono da un
serio e lungo esercizio della professione, allora è un’ altra cosa.
La Geotecnica non è una dsciplina “self-contained” (perdonami la parola inglese), per il
suo studio è necessario avere una buona preparazione in altre discipline, quali l’Analisi
Matematica, la Meccanica del Continuo, la teoria dell’Elasticità e la teoria delle Strutture e
queste materie sono parte integrante della formazione di un ingegnere sia esso civile,
meccanico, aereonautico o addirittura chimico. Per rendersi conto di ciò basta consultare
un qualsiasi testo serio di Geotecnica.
Per chiarire quanto da me affermato, vorrei ritornare sull’esempio della fondazione di una
struttura. Generalmente si studia la fondazione sulla base dei carichi trasmessi dalla
struttura come un blocco a se stante, senza considerare il compotamento della struttura
stessa. I carichi vengono determinati come se la struttura fosse ancorata alla fondazione
mediante vincoli fissi o incastri perfetti e si fà in modo che essi non siano influenzati in
nessun modo, ad esempio, dai cedimenti.
Questo metodo di approccio al problema può essere accettato se siamo in presenza di
strutture sovrastanti di tipo isostatico o di strutture molto flessibili rispetto alla fondazione
stessa. Negli altri casi questo sistema non è corretto ed è, quindi, necessario uno studio
contestuale terreno-fondazione-struttura.
Anche la scelta del modello di terreno da adottare va fatta in maniera oculata; il modello
di Winkler (era un ingegnere!) che, a tutt’oggi, è il più usato, ha dei limiti. Intanto fallisce
per carichi uniformemente distribuiti e per dare risultati accettabili ha bisogno di
un’accurata stima del valore di “k” . Bisogna poi pensare di abbandonare i sistemi a
risposta lineare per modelli più complessi. In Natura non c’è nulla di lineare, è l’Uomo che
inventato la linearità!
Per intraprendere uno studio serio della Geotecnica è necessario un buon “background”
(riperdonami l’inglese) in altre discipline, cosa che, quando esce dall’università, il geologo
non ha (preparazione naturalistica), mentre l’ingegnere si (preparazione tecnica).
La vita professionale, poi, è un’altra cosa.
Art. 100 L.R.T. nr.1/2005
Mi sembra che sancisca la responsabilità del Progettista su tutte le opere strutturali
dell’opera, fondazioni comprese. Per quanto ho detto fino ad ora, non è certamente una
bestemmia.
Per Simone Lisi
Risponderò anche alle tue argomentazioni. Ora ho molto da fare ed è scaduto il tempo da
dedicare al Forum.
Saluti / Ridolfi