Risposta a Simone Lisi
Caso 1) da me descritto.
Le analisi fatte sui campioni furono : limiti di Atterberg e proprietà fisico - meccaniche.
Il Progettista ha ragionato anche sull’analisi dei campioni mentre il Geologo ha ragionato
sui dati delle prove penetrometriche in situ. Con questo, io non ho detto che uno ha
sbagliato e l’altro no; sono due punti di vista diversi.
Il Progettista poteva benissimo accogliere l’indicazione del Geologo, solo che l’ha ritenuta
troppo conservativa ed ha rivisto la cosa alla luce delle prove di laboratorio e ritenuto che,
per il caso in oggetto, l’ipotesi di Terzaghi fosse più adatta che non quella di Skempton.
Il risultato pratico avuto è stato un risparmio nella costruzione dei plinti.
Forse le prove di laboratorio le doveva fare il Geologo (a supporto delle prove in situ) e
inserire i dati ricavati nella sua relazione geologica/geotecnica.
Caso 2) da me descritto.
Si , il terreno era molto disgraziato ed i carichi considerevoli.
Il Progettista decise di fare le fondazioni a trave rovescia. Ora, poichè il capannone era
prefabbricato, le colonne portanti (passo 11 mt.) dovevano essere alloggiate in un
“bicchiere” ricavato nella fondazione; la trave rovescia , nei punti dove cadevano le
colonne, si allargava formando un incavo atto a ricevere le colonne stesse.
Procedura di costruzione.
Furono costruiti i pali nei punti dove cadevano i “bicchieri” di alloggiamento delle colonne,
un palo per ogni “bicchiere”. A questo punto fu costruita la fondazione completa a trave
rovescia, la testa del palo fu collegata ai ferri di base del “bicchiere”. Fu gettata tutta la
fondazione tranne la base del “bicchiere”. A maturazione del getto si procedette al
montaggio completo del capannone. Per tenere le colonne bloccate dentro i “bicchieri”
furono usati dei cunei che facevano lavorare i lati dei “bicchieri” e non la base che non era
gettata. A capannone completamente montato si era nella condizione che la trave
rovescia sopportava tutti i carichi permanenti ma i pali non lavoravano in quanto, ancora,
non erano resi solidali con la base del “bicchiere”.
Dopo circa un paio di mesi, al momento di gettare il pavimento industriale, si procedette al
getto dell’interno dei “bicchieri”, rendendo così solidale la testa del palo con la base del
“bicchiere” e la base della colonna.
Con questa procedura di costruzione, i carichi permanenti se li è presi tutti la trave
rovescia, per i carichi accidentali, se il sistema trave terreno non sarà in grado di
sopportarli , il palo darà il suo valido contributo.
Per il momento il capannone dorme sonni tramquilli !
Saluti / Ridolfi