a)

la geotecnica è una scienza molto giovane, nata in america alla fine degli anni '30 per merito di due scienziati tedeschi di origine ebrea di nome Terzaghi e Casagrande.
...
prima della nascita della g., i progettisti si regolavano per analogia e se qualcuno cercò di teorizzare le proprie esperienze ottenne scarsi risultati.

poteva succedere che qualcuno più coraggioso di altri, imponesse fondazioni più piccole di quelle che la norma prevedeva, ma facilmente si può intuire che tale modo di progettare alla lunga può produrre solo dei disastri.

in ogni caso, le conseguenze di una errata interpretazione sono sempre di ordine economico, infatti si può essere eccessivamente prudenti ed in tal caso si sovradimensionano le fondazioni con un aumento dei costi ingiustificato, viceversa un sottodimensionamento comporta il rischio di un dissesto il cui risanamento comporta una perdita di capitale e nel peggiore dei casi, quando ci sono anche delle vittime, delle responsabilità penali.

la geotecnica essendo una disciplina giovane, è aperta a costanti sviluppi. la ricerca in questo campo tende ad introdurre modelli matematici, ma questi sono giustificati solo se siamo in possesso di una perfetta conoscenza del terreno.

è questa limitazione di fondo che impedisce l'uso di più sofisticate teorie, in quanto il terreno è un materiale disomogeneo, anisotropo ed anelastico. una seconda limitazione è che il campionamento non riesce a fornire campioni perfettamente rappresentativi del terreno in posto.

occorre, ai fini della progettazione, attenersi a ciò che fino ad oggi è stato accertato e solo se l'esperienza ci fornisce indicazioni in base alle quali otteniamo risultati accettabili, allora vuol dire che siamo entro mi limiti di sicurezza.

in g., occorre quindi operare seguendo questa traccia di lavoro:

1 - identificazione del terreno attraverso le sue caratteristiche
2 - elaborazione di un modello fisico del terreno
3 - eleborazione, sul modello precedente, dei calcoli di progetto.

l'identificazione del terreno è importante anche per poter confrontare il comportamento di terreni analoghi in condizioni diverse.


b)

l'elemento fondazione è spesso trascurato quando si progetta un edificio, sia per ignoranza, sia per ragioni di tipo economico.

un edificio che deve essere costruito per essere rivenduto, aumenta di una percentuale molto bassa il proprio costo se è dotato di nuna indagine geotecnica.

d'altra parte è vero che una cattiva progettazione può provocare dei problemi economici molto pesanti. se per esempio si producono lesioni per cedimento differenziale, i costi per il ripristino sono molto alti con un risultato finale che non è garantito.

il progettista se ne deve preoccupare, perchè se si spende per le fondazioni ci si mette al riparo da guai futuri.

oltre a problemi di costi, che si trasformano in pressioni sul progettista per eliminare l'indagine, esiste anche un problema di ignoranza in materia.

...

...non si tratta quindi di una 'norma' [DM 1988, ndr], bensì di una 'raccomandazione' che impone accanto al progetto una relazione geologica e geotecnica.
si corre il rischio di produrre elaborati solo per il semplice fatto di essere a posto con l'iter burocratico. d'altra parte anche gli organi di controllo non sono in grado di fare controlli perchè non sanno cosa controllare.

un progettista serio farà la sua relazione imponendo il conseguente costo, ma chi è meno serio potrà inventare una relazione commettendo tra l'altro un atto di concorrenza sleale.

per finire, le norme concludono che si possono fare le fondazioni per analogia, e questa è una possibilità che snatura il valore della normativa.

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a) - introduzione del vol. I delle dispense di geotecnica - prof. L. Caroti. Università di Pisa

b) - introduzione del capitolo Fondazioni - vol. II delle dispense di geotecnica - prof. L. Caroti. Università di Pisa