Mccoy è sulla strada giusta, ha trovato, come si dice, lo “stargate” di accesso all’altro mondo del T.U. Ad integrazione a quanto da lui detto vorrei aggiungere quanto segue.

L’ EC7 richiede che i valori di progetto dei parametri geotecnici Xd siano stimati direttamente o derivati dai parametri caratteristici Xk mediante l’ equazione Xd = Xk / gm ,
dove gm è il fattore di sicurezza. Sempre l’ EC7 definisce gli Xk come frattili inferiori con p=5%, nell’ipotesi di distribuzione Normale, mediante la relazione Xk = Xkm – K*sx , dove Xkm è il valore medio, sx è lo scarto quadratico medio e K è il coefficiente che dipende dalla funzione densità di probabilità.
Nei problemi di ingegneria, specie dove il campione di misura è piccolo, la distribuzione più usata è quella di Student che dipende dagli stessi parametri di quella Normale e per n ( numero di prove ) tendente all’ infinito, la distribuzione di Student tende alla Normale, già per n= 30 le due distribuzioni coincidono. Per n = 10 ad esempio, per la distribuzione Normale il valore di K è 2.13 mentre per quella di Student il valore di K è di 2.02 .
Quanto detto suggerisce che la stima corretta dei parametri caratteristici ( Xk ) del terreno debba essere fatta per mezzo di un’ analisi statistica dei risultati di un certo numero di test ( laboratorio e/o in situ ). Alcuni Autori,però, affermano che l’ EC7 , definendo i valori dei parametri caratteristici del terreno come una “stima prudente” dei valori medi dei parametri del volume medio di terreno influenzato dai carichi trasmessi dalle fondazioni, tende a minimizzare l’ approccio statistico, così che il progettista non è legato nella scelta dei valori di progetto dei parametri geotecnici Xd e se ha a disposizione dei valori stimati correttamente può usarli tranquillamente senza passare attraverso gli Xk e i gm .
Calando nella pratica questo concetto, la procedura da seguire dovrebbe essere la seguente : se di un sito dove dovrà essere eretta una determinata struttura, si hanno a disposizione dati geotecnici, ricavati magari da osservazioni su costruzioni precedenti, o su prove di carico eseguite direttamente sul terreno in oggetto, o da una consolidata letteratura, allora questi dati possono essere usati senza essere ridotti dai coefficienti di sicurezza gm.
Se, invece, i dati a disposizione sono incerti o non si dispongono affatto, bisognerà programmare i test da eseguire ed elaborare i dati con i metodi della statistica ricavando così gli Xk e quindi gli Xd .
A questo punto il lavoro del Geologo potrebbe benissimo essere finito ma se, nella relazione vuole dare anche indicazioni sulla capacità portante (o meglio “pressione indotta sul terreno” quando si usano gli S.L.), può usare le formule di Brinch Hansen o Meyerhof, usando gli Xd per il calcolo dei vari coefficienti ( Il “q” ( Rd )ricavato è netto, cioè non va ridotto con nessun coefficiente di sicurezza ). E per completare, calcolare anche i cedimenti relativi al “q” ricavato. I l Progettista, usando le combinazioni dei carichi sulle fondazioni indotti dalla struttura, si calcolerà Ed e verificherà la relazione Ed < Rd per gli SLU. Gli SLE andranno poi verificati alla luce dei cedimenti calcolati.

Leggendo i capitoli 2 e 7 del T.U. sulle costruzioni, credo di capire, che quanto da esso prescritto, non si discosti molto da quanto da me descritto; d’altra parte il T.U. recepisce l’EC7 e l’EC8 facendone leggi nazionali.
Apprezzerei molto vostri commenti.

Saluti / Ridolfi