Provo a spiegare come agiscono i momenti sui plinti di fondazione ma non so se riuscirò ad essere chiaro, pertanto chiedo scusa in anticipo.
Supponiamo di avere un plinto di base A x B, sul quale grava una colonna centrale. Fissiamo un sistema di riferimento ortogonale così fatto : origine al centro del plinto, asse Z positivo verso l’alto e coincidente con l’asse della colonna, l’asse X e l’asse Y posti in maniera che una rotazione antioraria intorno all’asse Z, porti X su Y e infine poniamo il lato B parallelo ad Y ed il lato A parallelo ad X.
Supponiamo, ora, di avere il plinto caricato in questo modo : carico verticale Pz lungo l’asse della colonna e momento Mx , intorno all’asse X, trasmesso dalla colonna al plinto, immaginando che l’unione colonna/plinto sia un incastro perfetto. Naturalmente quando parlo di Pz e Mx , intendo la risultante di tutte le azioni verticali agenti sulla colonna ed il momento risultante di tutti i momenti trasmessi dalla colonna. Il plinto sarà, quindi, caricato eccentricamente ed il punto di applicazione del carico, lungo l’asse Y, avrà una distanza dall’origine degli assi Ey = Mx / Pz. A seconda della grandezza di Ey, la base del plinto sarà tutta in compressione, parte in compressione e parte in trazione o completamente in trazione (condizione di instabilità). Affinché il plinto lavori bene è necessario che sia tutto in compressione, quindi deve essere verificata la seguente disuguaglianza :
Ey < o uguale B/6.
Analogo ragionamento vale per My e se si ha contemporaneità di Mx e My, la disuguaglianza da verificare sarà la seguente : 6 Ey / B più 6 Ex / A < o uguale 1 .
Con l’entrata in vigore dei nuovi codici cambierà il modo di calcolare i P e gli M, argomento che si è già affrontato nel post SLU no problem, iniziato da Mccoy e avremo modo di ridiscuterne ancora per molto tempo.
Ribadisco, anch’io, che i veri problemi in caso di sisma sono i cedimenti e il rischio di liquefazione. Da qui l’importanza di una corretta classificazione del terreno, con prove in situ ed in laboratorio.
Se poi i dati sono presi da letteratura di indubbia autorevolezza, chi, poi, si prende la responsabilità di avallarli? O Dio ! Gli imbecilli si trovano sempre.
Saluti / Ridolfi