il problema dell'ingegneria naturalistica è più che altro legato ai cosiddetti "puristi" che vorrebbero il solo utilizzo di materiali naturali (pali di castagno, fascinate in legno e similari), ma la tendenza più diffusa è comunque quella di realizzare opere con l'utilizzo di materiali di rinforzo (geosintetici, reti metalliche, fibre naturali antierosione) che siano comunque ben inseribili in un contesto ambientale delicato.
è chiaro anche che variano le prestazioni delle opere realizzate con una tecnica piuttosto che con un altra (l'importante è averlo ben chiaro prima: un palo di castagno viene utilizzato con l'idea che debba fornire un supporto temporaneo, destinato a biodegradarsi nel tempo ad es., una terra rinforzata o un muro cellulare in legno sono opere da cui ci si aspetta una durata molto maggiore nel tempo).
Diciamo che l'aspetto più importante, secondo me, è che si comincia a diffondere il concetto di una progettazione che tiene conto anche dell'ambiente circostante.