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Bisogna tener presente che l'angolo di attrito lungo le discontinuità è frutto della mutua interazione fra differenti parametri ed osservazioni. La classificazione di Bieniawski di fatto fornisce (vado a memoria) 25-30° per una roccia discreta. Questo valore è confrontabile a quello che, in molti casi, si ottiene utilizzando il criterio di rottura di Hoek-Brown per la stessa roccia (nell'Hoek-Brown si inseriscono parametri quali la resistenza a compressione uniassiale rilevata lungo la discontinuità, il GSI sulla base della struttura della roccia, l'mi sulla base della natura della roccia). Il risultato fornisce inoltre la componente di resistenza al taglio lungo le discontinuità rappresentata dalla coesione, che ha un suo peso nelle verifiche di stabilità. Anche l'utilizzo della classificazione SSPC (slope stability probability classification) non si discosta di molto quando al termine dell'elaborazione fornisce il valore di c e phi lungo le discontinuità. Se ad esempio utilizziamo il Markland Test, è a mio modesto parere molto utile effettuare il test con angoli di attrito lungo le discontinutà di 30-35° in modo tale da rilevare possibili cinematismi in condizioni medie. Se la roccia è molto fratturata è probabile che vi sia la presenza di materiale di riempimento e la resistenza al taglio lungo le discontinuità è sostanzialemente determinata da quest'ultimo, salvo ponti di roccia o altre osservazioni. Sinceramente non affiderei totalmente le mie conclusioni in merito a comportamenti geomeccanici sulla base di osservazioni di comportamenti geotecnici. Ad ognuno le sue variabili. Tutto ciò a meno che la roccia non sia talmente fratturata ed alterata tanto da non parlare più di geomeccanica ma di geotecnica, in quanto trasformatasi praticamente in un terreno con scheletro lapideo più o meno abbondante.
Ciao
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