IO avevo letto, con interesse, una pubblicazione di autori veneti, che sostenevano invece che i fronti di cava di inerti, abbandonati, e quindi i materiali alluvionali, si evolvono per rotture lineari e così continuo a verificare i pendii granulari con linee passanti per il punto di rottura o con cerchi di raggio amplissimo.

Il problema sorge quando, nelle verifiche di stabilità, si vuole tener conto della tensione di capillarità e delle deboli cementazioni che fanno si che l'angolo di scarpata di tali materiali è assai maggiore dell'angolo di attrito di picco.


"Prosunt omnia quae obstant"
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