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Iscritto: Nov 2001
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Cari colleghi, sapete suggerirmi un metodo per tale verifica? Secondo voi, va bene il metodo delle proiezioni stereografiche? Io conosco solo questo, ma mi hanno pure suggerito di integrare il metodo con quello di Hoek e Bray. Ciao!!!!
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Iscritto: Aug 2001
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Di che tipo di versante parli?
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Iscritto: Nov 2001
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OP
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Iscritto: Nov 2001
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Si tratta di un banco di calcari marnosi che giace su un altro banco calcareo.
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Iscritto: Feb 2001
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La caratterizzazione dell’ammasso roccioso costituente il versante, può essere eseguita secondo il metodo R.M.R (Rock Mass Rating, Bieniawsky, 1989) ma devi eseguire unrilievo strutturale per poterlo applicare. Buon lavoro
Emanuele Doria
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Iscritto: Oct 2000
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Non so come hai operato finora, ma devi fare: 1)il rilievo geostrutturale dell'ammasso roccioso registrando i dati (direzione, imersione ecc.) delle discontinuità 2)caratterizzarlo con il metodo R.M.R. o altri (GSI ecc.) 3) verificare la stabilità del pendio con un programma tipo quello che uso io (clu_star di Geosoft-PASI)che ti dice se si formano dei cunei e se sono stabili anche in presenza d'acqua e sisma. Buon lavoro
Pablo
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Iscritto: Nov 2001
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OP
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Qualcuno possiede appunti sul metodo di Hoek e Bray per la verifica di stabilità di versanti rocciosi? Oppure dove posso effettuarne il download? Inoltre, non vi sono programmi freeware in merito? Grazie a coloro che hanno risposto e che potranno fornirmi ulteriori indicazioni! 
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Iscritto: Jun 2003
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Puoi trovare qualcosa per esempio su “ fenomeni franosi di M. Tanzini (Flaccovio editori)” e molto anche su “Caratterizzazione dei terreni e delle rocce …….II° corso di aggiornamento professionale della Geologi della Toscana del 1994). Come programmi e relativi manuali ti consiglio “Merocce” , “Brock2” e “Masco” di ProgramGeo. Detto questo, so di sollevare un gran casino, ma per me la parametrizzazione degli ammassi rocciosi il più delle volte lascia il tempo che trova e tutte queste proiezioni stereografiche, elaborazioni statistiche etc.etc. servono a fare solo un po’ di fumo. Il più delle volte il “motore” scatenante dell’instabilità non è calcolabile (azioni cosiddette secondarie quali quelle criostatiche, sismiche, antropiche e soprattutto biologiche).
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Iscritto: Oct 2005
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[Detto questo, so di sollevare un gran casino, ma per me la parametrizzazione degli ammassi rocciosi il più delle volte lascia il tempo che trova e tutte queste proiezioni stereografiche, elaborazioni statistiche etc.etc. servono a fare solo un po’ di fumo. Il più delle volte il “motore” scatenante dell’instabilità non è calcolabile (azioni cosiddette secondarie quali quelle criostatiche, sismiche, antropiche e soprattutto biologiche). [/QB][/QUOTE]
Il rilievo geomeccanico serve a conoscere le cause predisponenti ad un eventuale fenomeno d'instabilità gravitativa poi, naturalmente, le cause d'innesco possono essere molteplici.
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Iscritto: Mar 2004
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M Member
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M Member
Iscritto: Mar 2004
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"Qualcuno possiede appunti sul metodo di Hoek e Bray per la verifica di stabilità di versanti rocciosi?" Si tratta di ROCLAB, che è liberamente disponibile in www.rocscience.com Ti consiglio di studiare bene il manuale di uso prima di utilizzarlo
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Nov 2005
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Iscritto: Nov 2005
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Oltre alla disposizione spaziale delle discontinuità con definizione dei possibili cinematismi e volumetrie coinvolte (rilievo strutturale), devi valutare le caratteristiche di resistenza al taglio lungo il giunto con il criterio di Barton-Choubey (JRC,JCS, phi di base). Una volta che hai definito la geometria e la resistenza disponibile puoi condurre con le dovute cautele le analisi di stabilità. Su questo sito ci sono un paio di programmi che ti possono essere di aiuto http://www.geoengineer.org/applications-slope.htm L'RMR può esserti utile per definire l'indice di qualità dell'a.r., tuttavia tale metodologia si presta male per parametrizzare un modello discontinuo (giunti-matrice rocciosa). Roclab è un programma ottimo ma in questo caso non applicabile per le stesse ragioni di cui sopra, è valido per caratterizzare in termini di reistenza al taglio a.r. intesi come modelli continui o continui equivalenti (pochi, pochissimi giunti oppure talmente tanti da confondere la roccia con la ghiaia del Po).
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