Rispondo alla curiosità di Alex-64 premettendo che ciò che scrivo è il mio pensiero.

Il principio ispiratore di ogni legge è sempre l’incolumità delle persone e l’interesse collettivo; si fanno le leggi per regolamentare comportamenti o azioni di singoli individui per la salvaguardia dei diritti collettivi. Ogni Stato democratico ha una legge fondamentale, la Costituzione, che detta i principi cardine ai quali devono attenersi le leggi e regolamenti dello Stato per garantire il rispetto e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini : per questo essa è posta alla base dell’ordinamento giuridico dello Stato stesso.
Anche quando un organo istituzionale, un’associazione privata o organismo pubblico emana norme che regolano la costruzione e/o il commercio di beni o servizi, deve valere, ed io voglio credere che valga, lo stesso principio ispiratore di salvaguardia dell’incolumità delle persone, dall’uso proprio o improprio del bene o servizio. Come esempio cito la “Direttiva Macchine”, recepita dal Governo italiano con il DPR 459 del 27-07-1996, nella quale vengono specificati i requisiti essenziali ai fini della sicurezza e tutela della salute che ogni macchina o componente di essa deve avere quando viene immessa sul mercato europeo.

Sono convinto che le nuove Norme Tecniche per le costruzioni rispondano ai principi sopra detti e se pur è criticabile il modo in cui sono state messe in vigore, il fatto di aver riunito in un corpus unico le regole di costruzione di tutte le opere civili, mi sembra oltre che un grande traguardo intellettuale, un grande atto di civiltà. Critichiamole pure quanto ci pare ma facciamo in modo che le critiche siano costruttive e non distruttive.
Certamente contengono delle incongruenze e delle imprecisioni che rendono o possono rendere impossibile la loro applicabilità ma esiste un lungo periodo di sperimentazione, durante il quale queste possono essere evidenziate e migliorate. Il fatto nuovo di queste Norme è il cambiamento radicale del modo di progettare, la concezione diversa di resistenza di una struttura. Si è passati da un approccio “deterministico” del calcolo a rottura, vedi il metodo delle Tensioni Ammissibili, ad un approccio “probabilistico” , vedi Metodo agli Stati Limite, che tiene conto della reale probabilità di crisi della struttura.
Ancora. Per la prima volta si è riconosciuto che tutto il territorio italiano e a rischio sismico: mi sembra un fatto davvero importante. Personalmente sono convinto che non si possa e non si debba costruire ovunque ma tocca a voi geologi individuare questi luoghi, interdirli o darci le dovute raccomandazioni.
Un rammarico. Con l’ OPCM 3274 era stato introdotto il concetto del dimensionamento delle strutture soggette ad azioni sismiche secondo il moderno ed io aggiungo affascinante, criterio del “capacity design”, con le Nuove Norme questo è sparito. Ciò mi sembra un fatto grave, più che la sparizione dell’allegato 4 della citata OPCM.

Con questo, Alex-64, spero di aver soddisfatto la tua curiosità. Mi piacerebbe leggere il tuo commento e di altri, naturalmente.

Saluti / Ridolfi