Macigno: l'ideale per questo tipo di problema è l'accoppiata penetrometrie e sismica a rifrazione (con rilievo delle P ed S) (soprattutto in presenza di dati dubbi forniti dalle penetrometrie). E' preferibile far "passare" la o le linee sismiche sui fori delle prove penetrometriche in modo che vi sia una vicendevole taratura, in particolare dello strato di alterazione o di coltre detritica più addensata.
L'ideale poi sarebbe effettuare delle sezioni topografiche, anche con dei sempici triplometri, che aggancino i dati delle prove a quelli, se ci sono, degli affioramenti.
In ultima analisi, laddove permanessero dei dubbi, uno o più saggi con escavatore, soprattutto per definire meglio la presenza di cappellaccio o detrito grossolano/denso.
Infine, oltre ai naturali rilievi geologico-geomorfologici, valutazione preliminare del sito esaminando lo studio geologico a corredo dello strumento urbanistico generale o attuativo, circa l'individuazione di corpi detritici o di frana che interessino direttamente o indirettamente l'areale di costruzione.