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Tia Offline OP
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Ciao a tutti.
Dopo aver eseguito una caratterizzazione geotenica di un terreno da edificare, che ha dato risultati scadenti fino a circa 4-5 metri dal p.c., l'ingegnere sta valutando la possibilità di eseguire una "bonifica" del terreno di fondazione, cioè: impostare le fondazioni a 3,5m di profondità (quota già prevista, poichè vi è la presenza di un piano interrato); asportare ulteriori 2 metri di materiale "scadente"; sostituire tale materiale con altro granulare.
Mi si richiede il valore della capacità portante e dei cedimenti del terreno nel caso di "bonifica". Poichè tale valore è dipendente (almeno per i primi 2 metri) dai parametri geotecnici del nuovo materiale e dalla sua compattazione, pensavo di fornire alcuni parametri geotecnici minimi che tale materiale dovrebbe possedere e successivamente calcolare la capacità portante ed i cedimenti sulla base di questa ipotesi.
Secondo voi è la soluzione corretta?

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La pratica proposta dal tuo ingegnere dalle mie parti non è molto utilizzata, anche se a volte l'ho eseguita.
scrivi <<Mi si richiede il valore della capacità portante e dei cedimenti del terreno nel caso di "bonifica". Poichè tale valore è dipendente <almeno per i primi 2 metri> dai parametri geotecnici del nuovo materiale e dalla sua compattazione, pensavo di fornire alcuni parametri geotecnici minimi che tale materiale dovrebbe possedere e successivamente calcolare la capacità portante ed i cedimenti sulla base di questa ipotesi.>>
Innanzitutto considera che, in caso di corretta compattazione del materiale <in strati sottili, con materiale all'umidità ottimale, con rullo vibrante di peso adeguato ecc> i parametri da utilizzare sono più simili a quelli medio-alti e non quelli minimi; inoltre i cedimenti dipendono dalla tipologia della fondazione <platea, trave rovescia, plinto, platea nervata ecc> pertanto potrebbero essere influenzati anche dai terreni sottostanti la bonifica.
Economicamente bisognerebbe valutare anche i pali <come alternativa alla bonifica> ed infine, ma non ultimo, considerare se non conviene effettuare trattamento a calce e/o cemento direttamente sui terreni in posto.

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Tia Offline OP
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Grazie Tacs.
Secondo te per un terreno di riporto costituito da quello che i costruttori chiamano "misto granulare" (ghiaia e sabbia) compattato in situ, quali parametri geotecnici potrei considerare? Tieni presente che vorrei anche cautelarmi un poco nel caso in cui la compattazione non venga eseguita a regola d'arte.

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Tia, io provo a risponderti probabilisticamente, come da nuovo TU (i colleghi possono aggiungere altre stime dei parametri dettate dall'eperienza):
adottando un phi medio di 45°, deviazione st. 5°, distribuzione normale, il "valore caratteristico" inteso come 5° percentile è uguale a circa 37°. Il FS parziale su tan phi risulterebbe in un phi di progetto di 31° circa (ma senza ulteriori FS).
Circa il modulo elastico, adotterei 150 MPa +- 50 dev standard (ma proprio se sospetti che non rulleranno bene), con mediana di 150 Mpa, 25° percentile sulla normale di 116 KPa (se proprio l'impresa è sciagurata).
Ma solo per i 2 metri di misto granulare.
Il modello di cedimenti e capacità portante nel tuo caso deve ovviamente comprendere 2 strati, il misto e il sottostante terreno più cedevole.
Se non vuoi applicare il nuovo TU, adotta pure phi = 37° e E = 116 MPa come "valori minimi" cautelativi (ma beninteso non sono minimi, sono sufficientemente cautelativi, o "valori caratteristici").


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Secondo me devi la soluzione è corretta, ma per i parametri geotecnici minimi, non disponendo di un campo-prove, devi fare delle ipotesi come propone MC.
Ad esempio, lo spagnolo Oteo ha studiato numerosi rilevati in funzione dellla granulometria e della compattazione, fornendo i campi reali non solo dei parametri geotecnici ma anche dei cedimenti attesi.
ti potrei mandare qualcosa, contattami

saluti

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Tia Offline OP
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Grazie mccoy per le tue molto utili considerazioni.
E come gamma? pensi possa andare bene un valore caratteristico di 20kN/m3?

Per il calcolo della capacità portante tenendo conto della stratificazione del terreno ho trovato sul Bowles (p.219) una metodologia di correzione dei valori di phi e gamma proposta da Purushothamaraj et al. (1974). Qualcuno conosce altri metodi operativi?

Per Simone Lisi: ti ho mandato una mail.

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Il peso di volume che proponi vale per una condizione ottimale, tenuto coto che serve a poco....

Sei fortunato Tia perchè mi è capitato un caso simile poco tempo fa. Il progettista non ha ritenuto soddisfacenti i parametri di 4-5m di limi e non potendo fare interrati ha optato per una bonifica (invece dei pali).
Quando ho visto il materiale che scaricavano mi è venuto male, ghiaione ciottoloso in matrice limoso argillosa.

Ebbene siccome mi hanno chiamato (come al solito)quando la bonifica era pressochè ultimata; non c'era modo di avere riscontro circa il grado di compattazione (usavano i cingoli dell'escavatore!).

Non ci crederai gli è andata bene, abbiamo fatto due penetrometriche e un paio di prove di piastra sul piano di posa finale e i risultati erano buoni (N20=8 Me 300kg/cm2). Per cui il terreno aveva caratteristiche del tutto simili a ghiaie mediamente addensate.

Comunque ti rccomando di far redigere un capitolato sulle modalità di posa e preparazione del riporto di bonifica, tipo quelli stradali.


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Simone, sono interessato al lavoro di Oteo, se puoi inviarmelo mi fai un favore:
mccoy20042004@yahoo.com

Massimo, il tuo caso ci fornisce un estremo inferiore (spero!) per la funzione di distribuzione, phi 35? non ricordo bene le correlazioni del dinamico. Mentre i 30 MPa del modulo elastico sono piuttosto bassi (ma come MIN, o percentile 0.5 va bene, io avevo indicato il 25° percentile).
Dalle mie parti la sostituzione è molto usata; gli ingegneri non sanno progettare i pali, ma almeno sanno scegliere l'inerte.

Tia,
il metodo proposto da Bowles per strati di diverse caratteristiche va bene. Per il gamma è come dice Massimo, 20-23 KNm3 è OK.
Una finezza: se la fondazione è vicina al limite del terreno sostituito, allora la superficie di rottura esce anche lateralmente dallo strato rigido. In questo caso ci sono altre formule proposte da Das. Ma segui pure quelle che hai indicato.
Per la verifica dei cedimenti, aspetto ben più importante, se ci riesci dovresti usare il metodo di Schmertmann, n-esimi strati ognuno con un E e con un incremento di pressione calcolato con Boussinessq.
Il metodo di Bowles della media ponderata nel tuo caso è sbagliato, troppo conservativo.
Se il carico non è molto alto e il rilevato fatto bene, quest'ultimo non dovrebbe cedere che di quantità trascurabili (ma rimangono da calcolare gli strati sottostanti).
Per ultimo: se la costruzione è importante meglio seguire il consiglio di Massimo sul capitolato d'appalto del rilevato, anche se sintetico.


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Mi complimento per il livello con cui la problematica in questione venga dibattuta.
Il confronto professionale in questi termini non può essere altro che migliorativo.
Ho notato che già avete cominciato a prendere dimestichezza col nuovo TU: aricomplimenti (vi lascio che devo andare ad aggiornarmi).

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Riguardo a OTEO
Anche in Francia si può certificare la quallità di un riempimento con prove penetrometriche, se rientrano nel capitolato, avendo un grafico che propone gamme di accettabilità della RD ottenuta.


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