Secondo me dovresti scindere il problema in due parti, verificare la fondazione secondo le consuete formule di stabilità in quanto non credo che l'evetuale manufatto a meno che non si tratti di un muro di sostegno) si trovi prorio al limite dello splateamento. Il complesso manufatto terreno va poi verificato con un metodo (ad es. Bishop) che tenga conto della stabilità globale.

Nelle formule che non tengono conto (apparentemente) delle varie condizioni di carico sei tu che puoi introdurle. Ad es. se adotti Terzaghi a breve termine (terreni coesivi)adotterai la formula per terreni dotati di sola coesione, a medio terreni con C e Fi, a lungo terreni con solo Fi.

Per quanto attiene la falda puoi simularne le variazioni varuando gamma.

In ogni caso se effettui una verifica di stabilità globale, variando opportunamente la posizione delle superfici di scorrimento, avrai effettuato anche una verifica di stabilità della tua fondazione.

Per quanto attiene i muri di sostegno, le varie metodologie di calcolo tengono conto del fatto che possano essere costruiti lungo pendii e vanno sempre verificati anche con metodi che analizzino la stabilità globale.

Attenzione che la vigente normativa prevede l'analisi di stabilità globale per tutti i manufatti ubicati su pendii.

Detto questo vorrei di nuovo richiamare l'attenzione dei colleghi, che compito del geologo è stabilire i parametri meccanici deii terreni interessati dai manufatti, la progettazione (e quindi il calcolo e la metodologia di calcolo da adottare) sono compito dell'ingegnere geotecnico.

Noi oltre a dare i parametri in relazione, possiamo collaborare fattivamente con il progettista delle fondazioni ma mai assumerci la responsabilità di alcuni tipi di calcolazioni