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Salute a tutti. Il problema in oggetto riguarda il calcolo del carico ultimo per una fondazione posta lungo pendio per la quale ho verificato l'esistenza di due approcci. Il primo prevede l'introduzione di fattori correttivi "per piano campagna inclinato", il secondo parla più esplicitamente di fondazione "lungo pendio o alla sua sommità", prevedendo la correzione dei fattori di capacità portante Nc, Nq e, per conseguenza, Ng(Shields e Meyerhof). In Bowles (1991), in particolare, sono affrontati entrambi gli approcci che, tuttavia, conducono a risultati molto diversi. A qualcuno di voi è capitato di verificare questa discrepanza e, soprattutto, di giustificarla razionalmente?
Di nuovo saluti Stefano
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Non conosco direttamente il problema, ma mi sembra strano che una fondazione appoggi direttamente su un piano inclinato.
Generalmente prima di costruire si splatea l'area creando un appoggio orizzontale.
In questo caso puoi verificare la stabilità della fondazione con le normali formule, verificando poi la stabilità globale fondazione pendio con gli usuali metodi di verifica di stabilità
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In genere gli autori delle formule che noi usiamo comunemente, basano il loro studio su una casistica locale. Nei libri di geotecnica ti sarà infatti capitato di vedere come molti grafici si riferiscano all "argille di..", alle "sabbie limose di..." e così via. Questo perchè soprattutto nella cultura americana si sperimenta molto piuttosto che basarsi su calcoli astratti. Non conoscendo il tuo problema posso solo consigliarti di valutare se gli studi che hanno portato alle formule da te citate abbiano qualche somiglianza con il tuo caso (non usare cioè una formula testata su argille normalconsolidate se tu stai lavorando su ghiaie...), per il resto non ti saprei dire quale giudicare più realistica. E comunque, in pieno accordo con VM, direi che salvo casi rarissimi si procede sempre alla creazione di un piano. Se non fosse possibile creare il piano, ti suggerirei di consigliare uno o più pali all'estremità inferiore nel senso del pendio (una sorta di dente anteriore), per evitare che la struttura possa scivolare a valle.
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Iscritto: May 2000
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OP
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Mi sono spiegato male. La fondazione è ovviamente incassata in profondità, non poggia direttamente sul pendio; nell'ipotesi di rottura generale, la presenza di un piano campagna inclinato riduce il volume di terreno resistente a valle, da qui la diminuzione della capacità portante. C'è chi ha affrontato il problema in termini di correzione della formula generale a mezzo di fattori correttivi, chi invece ha penalizzato direttamente i fattori di capacità portante: i risultati divergono in maniera sostanziale, da qui il quesito. Le formule (da Terzaghi in avanti) hanno carattere generale (posto che sia verificata l'ipotesi di rottura generale) e non discriminano tra il tipo di terreno, che è caratterizzato attraverso i propri parametri geotecnici (attrito e/o coesione, verifica a breve/lungo termine, presenza/assenza di falda); si tenga presente che, per esempio nel caso di costruzione di un muro, la presenza di un pendio non è affatto un'eccezione.
Saluti e grazie Stefano
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Secondo me dovresti scindere il problema in due parti, verificare la fondazione secondo le consuete formule di stabilità in quanto non credo che l'evetuale manufatto a meno che non si tratti di un muro di sostegno) si trovi prorio al limite dello splateamento. Il complesso manufatto terreno va poi verificato con un metodo (ad es. Bishop) che tenga conto della stabilità globale.
Nelle formule che non tengono conto (apparentemente) delle varie condizioni di carico sei tu che puoi introdurle. Ad es. se adotti Terzaghi a breve termine (terreni coesivi)adotterai la formula per terreni dotati di sola coesione, a medio terreni con C e Fi, a lungo terreni con solo Fi.
Per quanto attiene la falda puoi simularne le variazioni varuando gamma.
In ogni caso se effettui una verifica di stabilità globale, variando opportunamente la posizione delle superfici di scorrimento, avrai effettuato anche una verifica di stabilità della tua fondazione.
Per quanto attiene i muri di sostegno, le varie metodologie di calcolo tengono conto del fatto che possano essere costruiti lungo pendii e vanno sempre verificati anche con metodi che analizzino la stabilità globale.
Attenzione che la vigente normativa prevede l'analisi di stabilità globale per tutti i manufatti ubicati su pendii.
Detto questo vorrei di nuovo richiamare l'attenzione dei colleghi, che compito del geologo è stabilire i parametri meccanici deii terreni interessati dai manufatti, la progettazione (e quindi il calcolo e la metodologia di calcolo da adottare) sono compito dell'ingegnere geotecnico.
Noi oltre a dare i parametri in relazione, possiamo collaborare fattivamente con il progettista delle fondazioni ma mai assumerci la responsabilità di alcuni tipi di calcolazioni
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Iscritto: Jun 2002
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A questo punto, dopo la puntuale precisazione di VM, un dubbio arrovella la mia mente: quand'è che noi geologi entriamo in gioco e facciamo il nostro dovere ? Mi spiego: VM afferma che il calcolo della stabilità globale per fondazioni e/o muri di sostegno su pendio è obbligatorio, ma come possiamo ricoprire quest'obbligo se, in realtà, il calcolo è opera dell'ingegnere ? In poche parole, il calcolo con Bishop & C. lo dobbiamo fare o no ? Chiedo chiarimenti in merito. Grazie
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Iscritto: Aug 2001
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Su questo esiste un dubbio.
Io direi che in linea di massima i geologi siano abilitati a farlo, ma la giurisprudenza non mi sembra si sia chiaramente espressa su questo argomento.
Se si tratta invece di calcolare completamente un muro di sostegno l'attuale legislatura prevede sia fatto da un ingegnere.
Ti dirò che non sono molto esperto su questo tipo di argomenti in quanto ho sempre collaborato con ingegneri e generalmente, per non saper né leggere ne scrivere, abbiamo sempre firmato i progetti congiuntamente.
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Iscritto: Aug 2001
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Vorrei essere più preciso, direi che possiamo firmare tutti i progetti che non comportino "calcoli struttural".
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Iscritto: Jun 2002
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OK, ma secondo te, verificare con Bishop la stabilità di un pendio, è un calcolo strutturale o no? (visto che il pendio è, eventualmente, stabilizzato da una STRUTTURA qual'è il muro di sostegno). E relativamente all'obbligo di verificare la stabilità globale, possiamo farci una verifica (e quindi calcoli) o dobbiamo farli solo in determinate condizioni (non saprei poi quali potrebbero essere i limiti di tali condizioni, ovvero perchè a volte potremmo ed altre volte dovremmo fare dei calcoli). 
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Iscritto: May 2000
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Io mi comporto nel seguente modo: a) le verifiche di stabilità, con o senza opere di sostegno, le firmo da solo; b) i calcoli delle opere di sostegno, dopo che l'ingegnere mi ha dato i materiali da utilizzare, li faccio con il mio software e poi li firmo come collaboratore e l'ingegnere come progettista.
Dott. Geol. Ing. Giacomo Pesce
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