Sono il primo ad ammettere che sia ora di qualificare il nostro lavoro (sia come attività professionale che imprenditoriale) e che le indagini vadano in qualche modo "controllate".
Ma stiamo ai fatti: se passasse la Circolare così come è, va a finire che i criteri per un'Impresa a certificarsi non sono poi così "tecnici", basta che abbiano soldi da investire e possono ottenerla. Mi spiego meglio: secondo voi andremo verso una migliore qualità se:
1) il Direttore della struttura sarà un Architetto ?
2) i tecnici che eseguono le prove di laboratorio e, peggio ancora, i sondaggi (parliamo di chi poi redige le stratigrafie o di chi fa prove penetrometriche) saranno semplici diplomati ?
E' poi proprio necessario inserire tutta quella sfilza di strumentazioni geofisiche per svolgere lavori di carattere geotecnico ? E lo dice uno che sulla stima delle Vs30 sente puzza di bruciato da un bel pò: questa sì che andrebbe ultra-certificata.
Insomma, la sensazione è che i "paletti" richiesti per certificarsi abbiano una validità tutt'altro che "scientifica" ma puramente "economica" (il minimo delle superfici richieste e dei dipendenti assunti a tempo pieno ne sono la prova lampante).
Ammesso che la Circolare poi abbia avuto questi nobili fini di aumentare la qualità delle indagini, secondo me si produrrà l'esatto effetto contrario: per i lavori minori (parlo del villino che tanto aiuta il piccolo professionista a tirare avanti) si invoglieranno i colleghi senza tanti scrupoli ad evitare di fare indagini dirette, si farà sempre più ricorso all'escamotage offerto dal Testo Unico che prevede l'uso di parametri geotecnici ricavati da studi limitrofi.
Quei pochi colleghi che si ostineranno a fare sondaggi (certificati stavolta e quindi più costosi) avranno grosse difficoltà a lavorare come fanno adesso.
Quindi, cari difensori della 349, è meglio che il libero professionista ricorra al suo scalcinato penetrometro o piuttosto si inventi la caratterizzazione ?