Cari colleghi, più mi interesso della sciagurata circolare 349, più mi preoccupo, e soprattutto mi incavolo. Il motivo, oltre che nella previsione dei “danni collaterali “ di questa calamità, sta nel fatto che l’apparente “parzializzazione” del numero degli interessati permette a moltissimi colleghi di interessarsene poco o per nulla, come dimostra anche la partecipazione al forum.
Vi dico che nella realtà (minore …) in cui opero, cioè la Sardegna, la grandissima maggioranza dei geologi non l’ha mai sentita nominare oppure ne ha una conoscenza di tipo confusionale o metafisico; ma soprattutto non ho ancora sentito voci autorevoli (“istituzionali”) levarsi contro questa cretinata. Perché di questo si tratta, non solo nelle premesse e obiettivi (una per tutte: perché la certificazione non può essere "semplicemente" una ISO, che rappresenta effettivamente l’unificazione ed ha valore europeo), ma soprattutto nelle conseguenze in ambito professionale. Cosa succederà, qui ed in altre realtà similari, una volta che resteranno solo tre o quattro laboratori ufficiali, forse il doppio di imprese di indagine e non so quante di geofisica? Che fare indagini banali richiederà un paio di mesi (ovviamente con il dovuto corollario di favoritismi, corsie preferenziali e forse “trucchetti” di varia natura …) ed una ovvia lievitazione dei prezzi (minore concorrenza, possibilità di fare cartello). Cosa volete che sia? Naturalmente i più scrupolosi perderanno uno dopo l’altro i lavori, ma la maggior parte dei colleghi, in preda ad una volenterosa necessità di piegare la schiena si butterà a fare studi basati sul nulla, e certamente qualcuno si inventerà indagini fasulle (secondo l’immortale “fatta la legge, trovato l’inganno”); anche qui con tutto il corollario di schifezze conseguenti a questa impostazione.
E fra l’altro, vogliamo dircela tutta sulla qualità del lavoro? sinceramente, visto come si lavora in certi laboratori, mi fido molto ma molto di più di una determinazione fatta da un collega, che magari ci mette anche passione e curiosità personali, del lavoro di routine svolto da un rispettabile dipendente generico (laureato, diplomato o meno, che comunque lavora per altri). Fra l’altro nelle mie esperienze di lavoro (penso comuni a molti) quasi sempre c’è stato un vero e proprio confronto con chi ha svolto indagini e determinazioni, sempre utile ed a volte estremamente importante.
Un ultimo aspetto che vorrei farvi notare ed a cui ho accennato prima è quello della concorrenza: sappiamo bene cosa succede quando si è in pochi … e magari ben distribuiti sul territorio.
Scusate se vi ho annoiato, naturalmente mi rendo conto che chi leggerà conosce bene questi argomenti; quindi si tratta di attivarsi per farli conoscere altrettanto bene a tutti quei distratti di cui sopra, e comunque di muoversi per evitare di arrivare alle infauste situazioni prevedibili.