Chiedo scusa se mi intrometto nella discussione, sono un ingegnere strutturista e il problema di una scelta corretta (o quantomeno verosimile) del modulo di Winkler mi affligge da molto tempo, visto che bene o male è ancora l'unico metodo implementato nei softwares di calcolo agli elementi finiti.

Personalmente sono arrivato alle seguenti conclusioni (sulle quali è ben gradito il vostro parere):

1) per un calcolo puramente statico (leggi: non sismico) della struttura un valore ragionevole del modulo di Winkler può essere calcolato a partire dalla sua definizione, come rapporto fra pressione esercitata sul terreno e cedimento calcolato DELTAH. In questo modo si tiene conto della situazione deformativa finale della struttura al termine dell'eventuale processo di consolidazione;

2) in fase di sisma l'azione è di durata brevissima, per cui il terreno (perlomeno se è coesivo) si comporta come pressochè incomprimibile, ragion per cui non ha senso considerare il cedimento DELTAH a lungo termine sopra citato, ma solo la sua aliquota immediata (valutabile circa come DELTAH/10, se non erro, ma chiedo a voi maggiori lumi...), per cui il modulo di Winkler in questo caso sarebbe circa 10 volte più grande di quello calcolato al punto precedente;

3) modelli più affinati dell'interazione struttura-terreno, che tengono conto della presenza laterale del terreno non caricato, si possono ottenere (cfr. Bowles) considerando due coefficienti di Winkler, uno per la parte centrale della fondazione e l'altro di valore doppio per le parti terminali.