Geodesi,
quanto dici non è sbagliato, ed effettivamente pensandoci forse non è corretto considerare l'aliquota "non elastica" di cedimento (quella di consolidazione, per intenderci) nel contesto di una teoria che presuppone un comportamento elastico lineare del fondo.
A supporto della tua osservazione potrebbe essere anche il fatto che le pressioni di esercizio a cui è soggetto il terreno sono pari a circa 1/3 (se non di più) il valore "di rottura", quindi in un campo ove il comportamento plastico del terreno è ridotto.

Quello a cui voglio arrivare, ferme restando tutte le inevitabili incertezze, è un modo per calcolare il coefficiente di Winkler a partire dalla presunta pressione di esercizio e dal cedimento.
D'accordo... consideriamo solo la parte "elastica" (o quasi-elastica) del cedimento anche in condizioni statiche: è corretto allora calcolare tale quota parte del cedimento come circa 1/10 del cedimento edometrico?

In prima battuta possiamo pensare di calcolare k come rapporto E/B, ma allora E non è il modulo edometrico, bensì quello elastico (più alto).
Forse esistono delle correlazioni empiriche fra i risultati delle prove CPU e il modulo elastico...