Ciao Massimo

Fatti prima un rilievo speditivo per vedere se macroscopicamente si riconoscono dei settori soggetti a deformazioni (es.: rigonfiamenti della soletta), poi ti suggerisco:

- misure di convergenza: scegli le sezioni da monitorare e installa chiodi per riferimenti estensimetrici, es.: 1 in calotta, 1 in soletta, due sui piedritti destro e sinistro; usa tassativamente lo stesso estensimetro per tutto il periodo di monitoraggio, per evitare grossolani errori dovuti al cambio di strumento (mia triste esperienza).
- celle di carico: fai installare, da chi lo sa fare bene, celle di carico sui piedritti o sui pilastri, sia in sezioni non monitorate sia dove hai già messo i chiodi estensimetrici, per poter associare variazioni di convergenza a variazioni di carico.
- spie: costano poco e le puoi installare per il monitoraggio di fratture aperte.
- rete di capisaldi in superficie per misure topografiche e GPS: se ti aspetti deformazioni della superficie topografica (visto il basso spessore della copertura) anche per prevedere eventuali sprofondamenti, ti suggerisco di inserire nel sistema di monitoraggio una rete geodetica, con capisaldi fissi e pilastrini per riposizionamento con il minore errore possibile dello strumento di misura.

Una rete di questo tipo l'ho installata in una grande cava di gesso in galleria, a piani sovrapposti e ha finora funzionato abbastanza bene, anche se il materiale è evidentemente più plastico.

In bocca al lupo!