Ciao a tutti, sono un geologo con esame di stato, ma non sono iscritto, quindi non ho sicuramente l'esperienza vostra e non conosco bene i meccanismi della libera professione, anche se ho lavorato per 2 anni in uno studio geologico.

In questi giorni ho letto tutte le varie polemiche tra geologi e ingegneri, relative anche alle recenti normative.
Condivido parte delle cose lette in questo forum, principalmente quelle di Vorlicek, ma vorrei fare alcune considerazioni sul tema.
A prescindere dal fatto che ci sono molti geologi preparati, anche con discrete conoscenze di ingegneria, resta il fatto che la situazine italiana e' quasi unica nel suo genere.
Ovvero, la figura del geologo inteso come libero professionista, e' nata forse negli ultimi 20 anni, anche se esisteva gia' prima, ma purtroppo la preparazione (a parte rari casa) fornita dalle universita' e' rimasta ancorata alla visione del geologo anni 60-70 (non intendo in senso negativo), con una cultura principalmente naturalistica e poco tecnica.

1-- In altri paesi esiste la figura del "Engineering Geologist", ovvero un geologo con una forte preparazione ingegneristica, dove lo studente segue corsi sia nel dipartimento di ingegneria che in quello di geologia, con un percorso multidisciplinare.

2-- Per diventare liberi professionisti bisogna sostenere 2 esami di "stato", che comprendono varie materie, e avere alcuni anni di esperienza, a seconda del tipo di livello di laurea (Bachelor, Master o Phd),prima di poter iscriversi; inoltre alcuni stati, come la California, richiedono materie specifiche (progettaz.in zona sismica).

Contrariamente in Italia e' possibile passare l'Esame di Stato (non so ora se e' cambiato, ma dubito) senza svolgere il tema di geologia applicata o geotecnica e avendo seguito un indirizzo non applicativo.
Con questo voglio dire che ci vorrebbe un po' piu' di umilta' da parte di tutti e non pensare di sapere geotecnica o fondazioni solo perche' si sono lette alcune pagine del Bowles.
Non condivido quanto affermato da Ferdinando riguardo "la presunta ignoranza della relazione geotecnica da parte degli ingegneri", anche se molti ingegneri civili hanno una scarsa conoscenza geotecnica.
Tuttavia materie come Geotecnica, Fondazioni e Stabilita' dei Versanti fanno parte, in tutto il mondo, di un settore dell'ingegneria e non della Geologia.Sotto certi punti di vista gli Ingegneri hanno ragione, soprattutto quando sanno che la nostra preparazione non prevede meccanica dei materiali, idraulica, statistica e altro, che sono necessarie a capire bene la geotecnica, le fondazioni o fare un'analisi di stabilita'.
Inoltre e' inutile, come spesso succede, scrivere molte pagine di inquadramento geologico-strutturale o allegare pagine di dati, senza poi interpretarli. Su questo gli ingegneri hanno buon gioco a considerare ( a torto) la relazione geologico-tecnica come una formalita' burocratica.


Ovviamente, come ho gia' detto, molti geologi imparano molto bene queste materie dopo anni di esperienza, di studio autodidatta e molta passione, e sono convinto che l'esperienza conta forse al 55%, ma deve essere supportata da una seria preparazione tecnico-scietifica.
Lo stesso discorso vale per molti Ingegneri, convinti di poter fare qualsiasi cosa e di poter spiegare tutto solo con calcoli e modelli matematici.

Nel mio caso, dopo un'esperienza in uno studio, ho deciso a mie spese e con grossi sacrifici di provare un Master proprio in Geological Engineering negli Usa e mi sono accorto che le mie conoscenze di base non mi permettevano di seguire i corsi di Geotecnica, Fondazioni, Meccanica delle Rocce e altro e sono stato giustamente costretto a dare e seguire i corsi di statica, equaz.differen., meccanica dei materiali e dei fluidi ecc.....Qui negli Usa non esiste questa separazione netta tra Ingegnere e Ingegnere Geologo, anche perche' il geologo con preparazione classica non potrebbe fare il libero professionista.Spero che nessuna sia sia offeso, io stesso ho una preparazione geologica di tipo "classico", anche se poi ho dato 2 esami di geotecnica.
Sono comunque consapevole che terminato il Master avro' delle buone basi, ma non l'esperienza necessaria per poter fare il libero professionista sia in Italia o in Usa.

Se si vuole che il geologo, libero professionista, venga inserito a pieno titolo come una figura indispensabile e importante in tutti i processi che interessano il territorio,occorre un'analisi seria, che coinvolga tutti i vari attori, in primis l'Universita' (spesso assente)per formare dei professionisti del territorio, con cultura multidisciplinare.
Questo discorso vale soprattutto per i nuovi laureati o per chi ha intenzione di scegliere la strada della libera professione.

Un saluto a tutti i geologi e scusate se mi sono dilungato troppo.

Luca