Caro VM, consentimi di darti del tu. Sono daccordo con la necessità di darsi da fare per prendere il posto che ci spetta come professionisti. Ma come agire? L'aspetto che più mi turba è che la maggior parte dei problemi e delle deficienze sono originate dal comportamento di molti (troppi) nostri colleghi, a partire dalla gara al ribasso per le relazioni e la qualità delle relazioni stesse. Ho appena perso un committente perché un collega ha chiesto esattamente la metà di quello che avevo chiesto io, quindi anni luce dal tariffario che, a questo punto diventa una barzelletta. Non ho molta esperienza professionale ma quella che ho basta per determinare un sincero disgusto. Personalmente ho una fede che si chiama professionalità e per questo ci ho rimesso in passato e ci rimetto tutt'ora. La professionalità, nel mio modo di concepire la vita, dipende da una missione interiore strettamente legata alla natura "speciale" o spirituale dell'uomo. Come in tutte le realtà umane, se non c'è una spinta interiore ed una motivazione profonda il risultato è nella migliore delle ipotesi superficiale, nella peggiore catastrofico (vedi esempio delle valvole cradiache difettose e dei chirurghi in scarpe da tennis. Questa deficienza riguarda purtroppo molti altri ambiti ma non per questo motivo è possibile accettarla. Per quanto mi riguarda il vaso è colmo e credo che passerò alle vie di fatto. Solamente sto riflettendo sul modo di agire. Se tu o qualcun altro ha delle idee al proposito...