Ciao Massimo e tutti gli altri,
in effetti è come dici tu, per il piano di recupero (SUE) il comune chiede il parere dell'arpa.
Ho fatto una relazione geotecnica classica (quindi tensioni ammissibili e tipologia di fondazione) contemplando gli aspetti sismici.
Trattandosi di un unico edificio con piano terra ad uso autorimessa e pirmo piano abitabile, ho fatto fare dei pozzetti e delle DPSH fino a rifiuto (sui 6 m di prof.).
Mi pare assurdo programmare un sondaggio a 30 m per un'opera di così lieve importanza, peraltro in un contesto fortemente urbanizzato.
Faremo unìapprofondimento di indagine proprio per valutare la suscettibilità a liquefazione dello strato che va da 3 a 5 m circa.
Quello che però chiedevo era:
l'arpa impone una scelta progettuale che io non mi sento di condividere. La fondazione su pali è molto onerosa soprattutto se progettata con criteri antisismici e non è giustificabile per opere di così poca incidenza sul contesto geotecnico/sismico per giunta in zona 3. Dico siamo in zona 3, basso grado, se fossimo in giappone l'arpa farebbe sgombrare l'intero paese?! :-)
Io ritengo, e qui chiedo il vostro parere, che ua fondazione continua superficiale (diciamo immorsata nel primo strato granulare clast-supported a ca. 1.5-2 m) sia ampiamente in grado di constrastare un'eventuale sollecitazione tagenziale di basso grado, senza ricorrere all'uso assurdo di pali che, se non correttamente progettati, sono fortemente soggetti a taglio.
Per quanto concerne la liquefazione: allo stato delle conoscenze attuali non posso accertare la susistenza del problema. Ma mettiamo il caso che ci trovassimo delle sabbie limose (come mi aspetto) potenzialmente liquefacibili, con una fondazione continua a 1.5-2 m di prof. con carichi di esercizio contenuti e con un sisma di basso grado ho comunque una struttura in grado di reggere ad un parziale addensamento dello strato (si tratta di 1.5/2 m di spessore alla fine, non di 5 m). Non è sicuramente il caso di una liquefazione da manuale questa.
Premetto che la situazione non mi preoccupa più di tanto, e che sarà portata avanti nella maniera più cautelativa possibile, ma chiedo solo un vostro parere per capire io stesso meglio. Cosa fareste voi nel caso in cui quello strato fosse potenzialmente liquefacibile in zona 3?