Massimo,
quando parli delle difficoltà di progettazione su pali in zona sismica ti riferisci a problemi strutturali o anche geologici?

Ad esempio, eventuali effetti delle forze inerziali del suolo (cinematiche): influenzano i momenti flettenti, ma ciò si risolve con un opportuno dimensionamento delle armature, come pure i problemi delle cerniere plastiche, dei vincoli alla testa, ecc. ecc.

Qui, se non mi sfugge qualcosa, il nostro contributo mi sembra si fermi alla determinazione della categoria di suolo (ad esempio, dal "C" possono subentrare le forze inerziali del suolo) e di livelli liquefacibili (mancanza di contenimento laterale del palo).

Ti risulta ci sia altro?

Per quanto attiene alla presunta maggiore esposizione alle forze di taglio, paventata da lama, quali sono le considerazioni all'origine di tale preoccupazione?
L'entità del taglio alla base in fondazioni superficiali è generalmente ben definibile (ma non sempre), e possiamo intervenire direttamente nelle verifiche adottando gli spettri anelastici, ma il taglio alla base in edifici su pali????? E' lo strutturista che definisce i momenti flettenti lungo il fusto e dimensiona di conseguenza le armature.

Di nuovo, oltre a definire le caratteristiche del terreno, il gruppo litologico, l'eventuale liquefazione, la resistenza lungo il fusto e alla base, cosa altro dovremmo fare e di cosa dovremmo preoccuparci in presenza di pali di fondazione?


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)