COmunque io no ho una sonda (esclusa quella a mano con cui orgogliosmanete ho fatto 6 m da p.cma non rifarei.....).
Mi spiace dissentire da Egidio
Non è sui singoli argomenti che ci si deve dibattere ma sullo spirito
Ribadisco che un geologo che perda il contatto con il terreno (almeno in italia) verrà presto rimpiazzato (o spazzato) dall'ingegnere, che la geotecnica da tavolino la fà sicuramente meglio della maggior parte di noi.
Per il contatto col terreno ribadisco l'uso di tutti quelli strumenti, tascabili e non, ma comunque gestibili dal professionista singolo o magari in coppia, ti permettano di inquadrare il sottosuolo dal punto di vista geologico - tecnico, anche (e talora soprattutto) in prospettiva di far intevenire la ditta specializzata.
Concordo sulla regolamentazione ma essa deve badare non alla forma o la dimensione d'impresa (accreditamento) ma alla qualità (esperienza, certificazione, controllo periodico di strumenti e procedure.
Per la causa, se l'ordine veramente non intende protegger i geologi con i guanti, ci stò senz'altro, anche perchè l'ordine cercando di creare la figura del consulente con scarpette di cervo, giacca e cravatta che stà lontano dal terreno stà consegnano ad altri ordini e(e professionalità) il lavoro "ordinario" di (credo gran) parte dei suoi iscritti. Questo in una parola forse un pò grossa lo chiamrei tradimento.
Un ultima cosa estriandosi dalle mio angoscie personali
Esiste nella norma la pubblica utilità?
A brve e medio periodo certamente nò.
Le indagini verranno effettuate in base ad una lista lunghissima con aumento oggettivo dei costi (anche se il ministero sorveglia un cantiere o un progetto fermo costa, almeno dalle mie parti, moltissssssssssimo, talora più dell'opera stessa).
Saluti dal solito geologo guantato


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it