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#23732 21/08/2006 14:43
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nicot Offline OP
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Salve a tutti!Recentemente, parlando con un architetto, mi è stato chiesto un parere per l'esecuzione di uno scannafosso attorno ad un edificio già esistente, ubicato in pianura, su depositi sabbiosi (ma non ho ancora stratigrafie di dettaglio) e con falda libera a livello del p.d.c.
io pensavo ad un sistema well point ma ho il problema di come fare ad evitare danni all'edificio attorno a cui si lavora,dovuti all'abbassamento della falda. Esiste un modo per isolarlo?...Fin'ora mi era capitato di vedere solo casi in cui bisognava proteggere edifici esterni alla zona di scavo, magari usando palancole impermeabili, ma non capisco come si potrebbero usare in un caso come questo.

nico

#23733 21/08/2006 15:10
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Se i depositi sono sabbiosi non dovrebbero (in teoria) essersi già consolidati e non dovrebbero cedere a causa dell'abbattimanto della falda

#23734 22/08/2006 12:01
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Originariamente inviato da nicot:
Salve a tutti!Recentemente, parlando con un architetto, mi è stato chiesto un parere per l'esecuzione di uno scannafosso attorno ad un edificio già esistente, ubicato in pianura, su depositi sabbiosi (ma non ho ancora stratigrafie di dettaglio) e con falda libera a livello del p.d.c.
io pensavo ad un sistema well point ma ho il problema di come fare ad evitare danni all'edificio attorno a cui si lavora,dovuti all'abbassamento della falda. Esiste un modo per isolarlo?...Fin'ora mi era capitato di vedere solo casi in cui bisognava proteggere edifici esterni alla zona di scavo, magari usando palancole impermeabili, ma non capisco come si potrebbero usare in un caso come questo.

nico
Dovresti precisare meglio se devi lavorare intorno ad un seminterrato e quale profondità sotto falda devi raggiungere.
Per il resto ti posso dire che, per esperienza diretta ripetuta, le Well Point lavorano in maniera ottimale nei terreni sabbiosi in quanto, la depressione creata dagli aghi, mantiene abbastanza coese le pareti degli scavi.
Saluti


sasalino
#23735 22/08/2006 14:04
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purtroppo non ho visto i progetti, né fatto sopralluoghi, ma so che l'edificio ha un piano seminterrato che non arriva ai -2,70 metri di profondità dal pdc e la falda è a -1 metro.
Io pensavo che, trattandosi di depositi sabbiosi siamo in condizioni drenate per cui in termini di sforzi efficaci non dovrebbe cambiare niente. devo però tenere conto della spinta al galleggiamento che viene meno quando abbasso la falda sotto il livello del piano interrato?
nico

#23736 23/08/2006 04:33
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Si ma non succederà nulla

#23737 23/08/2006 05:40
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l'unica attenzione è (se effettivamente si tratta di sabbie)a chi ti fà i well point e allo scarico; se allo scarico hai apporto solido mettiti in allarme.....
Saluti


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it
#23738 23/08/2006 06:15
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Approfitto della vostra esperienza e disponibilità per porvi ancora alcune domande, visto che io sono ancora alle prime armi.
Allora mi pare di aver capito che se siamo veamente in sabbie permebili il problema maggiore è scegliere bene i filtri per evitare di portare via terreno insieme all'acqua;
se invece i terreni sono meno pemeabili il problema cedimenti è legato al fatto (oltre all'asportazione del terreno) che pompando acqua elimino anche evetuali sovrappressioni generate dal fabbricato e non ancora dissipate? (ma se è così, allora il well point provoca un cedimento che comunque nel tempo si sarebbe verificato ugualmente?)
l'ingenere e l'architetto con cui ho palato di questo caso sono restii all'uso dei well point perchè in passato hanno avuto probemi di cedimenti anche su sabbie permeabili (a questo punto immagino che si sia trattato di cedimenti causati dall' asportazione di terreno) e anche per una questione economica (dicono che per fare uno scannafosso gli ci vorrebbero 20000€ per i well point); loro vorrebbero provare a impermeabilizzare il terreno con delle resine, che migliorerebbero anche le caratteristiche geotecniche del terreno. Qualcono di voi sa qualcosa di questa tecnica?

nico

#23739 23/08/2006 07:39
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Quando è stato costruito il seminterrato la falda era ad una quota inferiore allo stesso per le sue normali escursioni o ad opera di un abassamento artificiale ?

Se per escursioni naturali io aspetterei quando è bassa ad intervenire evitando così spese.

Se invece era abassata artificialmente non dovrebbero esserci problemi ora sempre che non si asporti del materiale fine.

Se non si sa come sono andate le cose all'epoca della costruzione metterei sotto controllo al falda .

Non trascurerei poi di conoscere se l'allagamento si è manifestato appena costruito o dopo anni in tal caso si sono verificate senz'altro delle modifiche nella condizioni del sottosuolo, quindi indagherei sulle quote della falda in un intorno significativo perchè può anche darsi che si tratti di una tubatura rotta accidentalmente degli scarichi delle acque chiare o delle acque scure.

A proposito d'allagamenti di seminterrati vi segnalo come anni fa mi capitò un caso in cui si allagava un interrato periodicamente e solo alla fine dell'estate appena dopo il primo forte acquazzone.

La causa era dovuta ad una fortissima fessurazione delle argille provocate dalla stagione calda ed asciutta ( si era su di un pianoro costituito dalle argille grigie del piacenziano).

Antonio

#23740 23/08/2006 07:43
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Originariamente inviato da nicot:
Approfitto della vostra esperienza e disponibilità per porvi ancora alcune domande, visto che io sono ancora alle prime armi.
Allora mi pare di aver capito che se siamo veamente in sabbie permebili il problema maggiore è scegliere bene i filtri per evitare di portare via terreno insieme all'acqua;
se invece i terreni sono meno pemeabili il problema cedimenti è legato al fatto (oltre all'asportazione del terreno) che pompando acqua elimino anche evetuali sovrappressioni generate dal fabbricato e non ancora dissipate? (ma se è così, allora il well point provoca un cedimento che comunque nel tempo si sarebbe verificato ugualmente?)
l'ingenere e l'architetto con cui ho palato di questo caso sono restii all'uso dei well point perchè in passato hanno avuto probemi di cedimenti anche su sabbie permeabili (a questo punto immagino che si sia trattato di cedimenti causati dall' asportazione di terreno) e anche per una questione economica (dicono che per fare uno scannafosso gli ci vorrebbero 20000€ per i well point); loro vorrebbero provare a impermeabilizzare il terreno con delle resine, che migliorerebbero anche le caratteristiche geotecniche del terreno. Qualcono di voi sa qualcosa di questa tecnica?

nico
gli assestamenti dell'edificio dovuti al cedimento delle sabbie permeabili si possono considerare trascurabili, in linea di massima.

1)gli assestamenti dell'edificio dovuti al cedimento delle litologie coesive invece vanno accuratamente calcolati, in funzione dell'abbassamento della falda, non solo per evitare problemi all'edificio oggetto dell'intervento, ma anche a quelli circostanti.

2)inoltre, la depressione della falda potrebbe causare una diminuzione della portata dei pozzi circostanti, anche questo problema va previsto.

soluzione:

fare un modello di flusso della falda nell'intorno dell'edificio, e successivamente un calcolo della subsidenza indotta dall'impianto di drenaggio.
questo permetterà di ottimizzare l'impianto di pompaggio, e di prevedere la subsidenza nell'intorno dell'area e gli impatti sui pozzi vicini.

#23741 23/08/2006 13:21
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Salve,
effettivamente l'uso delle well point si rivela costoso quando, all'inizio non si sa bene cosa fare.
Lo studio del terreno da drenare mi sembra sia indispensabile come, di conseguenza, appare necessario conoscere l'ampiezza dell'intervento.
In ogni caso, qualche tempo fà ho proceduto all'impermeabilizzazione di uno scantinato di circa 200 mq, da me acquistato (a poco prezzo)operando esclusivamente dall'interno, vista la presenza di altri fabbricati un aderenza.
Il pavimento, posato con colla tipo H 40 insisteva su un massetto in cls di spess. cm 10 armato con rete elettrosaldata.
L'innalzamento della falda (+ 1,00 mt dal pavimento) era dovuto alla variazione creata dalla realizzazione di un lago artificiale a monte.
Innanzitutto avevo provveduto allo svuotamento del locale a mezzo di una pompa consona alle necessità del caso, mantenendo il livello dell'acqua al minimo possibile (circa 5 cm dal pavimento) e, provvedendo a dotarmi di altra pompa altrettanto potente, ho proceduto all'apertura di un foro nel pavimento dal diametro utile ad alloggiare il pescante della seconda pompa (circa 20 cm)
Nel foro, della profondita pari a 40 cm dal filo pavimento, ho innestato un tubo metallico di pari diametro e di altezza di mt 1,40 sopra pavimento, inserendo contemporaneamente al suo interno il pescante della seconda pompa che in tal modo era messa in funzione.
Approfittando della depressione creata, a mezzo di apposito cemento a presa rapidissima, provvedevo a sigillare lo spazio intorno al tubo metallico.
In tale situazione spegnevo la prima poma lasciandola a disposizione in caso di necessità.
Il lavoro di impermeabilizzazione vero e proprio iniziava il giorno successivo con la posa di un'aggrappante speciale sul pavimento in gres su cui, stesa una rete di supporto in poliestere risvoltata sospra le pareti laterali del locale, spargevo con la scopa il classico idrobuild osmocem.
Il giorno successivo essendo divenuto praticabile tale supporto, previa spalmatura di malta osmotica provvedevo a posare la citata rete anche sulle pareti fino all'altezza di mt 1,40.
In seguito, lo stesso giorno (e la notte), miscelando cemento osmotico e polvere fine di quarzo completavo prima la finitura delle pareti con la posa di un'intonachino di tre o quattro mm. di spessore. e successivamente ponevo in opera (sempre con la scopa) un'altro strato di malta osmotica su quella già perfettamente consolidata sul pavimento.
Gia il giorno successivo provvedevo ad interrompere il ciclo aspirante della pompa dentro il tubo, fino a quel momento sempre all'opera, regolando inizialmente l'innesco con un galleggiante al fine di evitare pressioni alla superficie impermeabilizzata.
Il galleggiante della stessa pompa, a quattro o cinque giorni dall'intervento è stato nuovamente regolato per intervenire solo nel caso che l'altezza della falda vada a superare la quota inizialmente stabilita.
Il locale, rivenduto con un cospicuo utile, risulta attualmente perfettamente integro dopo circa 13 anni dall'intervento.
Capisco bene che quanto descritto possa risultare più un fai da te che un'espediente scintifico, ma ha funzionato e funziona tuttora.
Dimenticavo; in più è presente una bella riserva d'acqua nel tubo piezometrico creato, sempre a disposizione per qualsiasi utilizzo.
Saluti


sasalino
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