Salve,
effettivamente l'uso delle well point si rivela costoso quando, all'inizio non si sa bene cosa fare.
Lo studio del terreno da drenare mi sembra sia indispensabile come, di conseguenza, appare necessario conoscere l'ampiezza dell'intervento.
In ogni caso, qualche tempo fà ho proceduto all'impermeabilizzazione di uno scantinato di circa 200 mq, da me acquistato (a poco prezzo)operando esclusivamente dall'interno, vista la presenza di altri fabbricati un aderenza.
Il pavimento, posato con colla tipo H 40 insisteva su un massetto in cls di spess. cm 10 armato con rete elettrosaldata.
L'innalzamento della falda (+ 1,00 mt dal pavimento) era dovuto alla variazione creata dalla realizzazione di un lago artificiale a monte.
Innanzitutto avevo provveduto allo svuotamento del locale a mezzo di una pompa consona alle necessità del caso, mantenendo il livello dell'acqua al minimo possibile (circa 5 cm dal pavimento) e, provvedendo a dotarmi di altra pompa altrettanto potente, ho proceduto all'apertura di un foro nel pavimento dal diametro utile ad alloggiare il pescante della seconda pompa (circa 20 cm)
Nel foro, della profondita pari a 40 cm dal filo pavimento, ho innestato un tubo metallico di pari diametro e di altezza di mt 1,40 sopra pavimento, inserendo contemporaneamente al suo interno il pescante della seconda pompa che in tal modo era messa in funzione.
Approfittando della depressione creata, a mezzo di apposito cemento a presa rapidissima, provvedevo a sigillare lo spazio intorno al tubo metallico.
In tale situazione spegnevo la prima poma lasciandola a disposizione in caso di necessità.
Il lavoro di impermeabilizzazione vero e proprio iniziava il giorno successivo con la posa di un'aggrappante speciale sul pavimento in gres su cui, stesa una rete di supporto in poliestere risvoltata sospra le pareti laterali del locale, spargevo con la scopa il classico idrobuild osmocem.
Il giorno successivo essendo divenuto praticabile tale supporto, previa spalmatura di malta osmotica provvedevo a posare la citata rete anche sulle pareti fino all'altezza di mt 1,40.
In seguito, lo stesso giorno (e la notte), miscelando cemento osmotico e polvere fine di quarzo completavo prima la finitura delle pareti con la posa di un'intonachino di tre o quattro mm. di spessore. e successivamente ponevo in opera (sempre con la scopa) un'altro strato di malta osmotica su quella già perfettamente consolidata sul pavimento.
Gia il giorno successivo provvedevo ad interrompere il ciclo aspirante della pompa dentro il tubo, fino a quel momento sempre all'opera, regolando inizialmente l'innesco con un galleggiante al fine di evitare pressioni alla superficie impermeabilizzata.
Il galleggiante della stessa pompa, a quattro o cinque giorni dall'intervento è stato nuovamente regolato per intervenire solo nel caso che l'altezza della falda vada a superare la quota inizialmente stabilita.
Il locale, rivenduto con un cospicuo utile, risulta attualmente perfettamente integro dopo circa 13 anni dall'intervento.
Capisco bene che quanto descritto possa risultare più un fai da te che un'espediente scintifico, ma ha funzionato e funziona tuttora.
Dimenticavo; in più è presente una bella riserva d'acqua nel tubo piezometrico creato, sempre a disposizione per qualsiasi utilizzo.
Saluti


sasalino