Non è solo una questione di risparmio: niente di personale, chiaramente, ma spesso è solo questione di ignoranza, nel senso proprio del termine, naturalmente.

Quote:
Da parte di chi invia il materiale in lab?
Mi è capitato di notare infatti che qualcuno ignori che le argille scagliettate, per esempio, possono rientrare nella categoria delle “weak rocks” , quella categoria di rocce, cioè, che hanno parzialmente perso le caratteristiche di deposito terrigeno e sono simili ad un “ammasso roccioso complesso”; l’approccio geotecnico a tali litotipi ti assicuro che è molto diverso da quello di un terrigeno.

Quote:
Uhmmm……..
In ogni caso tieni sempre presente che non è scritto da nessuna parte che devi per forza fare analisi e prove di laboratorio. Anzi sono convinto che in molti casi un buon rilievo e dei buoni sondaggi corredati da idonee prove in situ, diano risultati più attendibili.

Quote:
Sono d’accordo con te all’80%
Spesso in questo forum leggo di persone che cercano formule astruse, correlazioni empiriche fantascientifiche, ma quello che è più grave che tentano di entrare in un settore che non è di propria competenza: bisogna sempre tenere presente che appena nel sistema “terreno” entra a far parte un elemento costruttivo, tutto diventa competenza degli ingegneri ed è giusto che sia così: chi non è d’accordo ha sbagliato: doveva scriversi in ingegneria.

Quote:
Sono d’accordo al 101%, a volte si pensa che l’engineering geology vuol dire “ingegneria geologica” e ci sentiamo tutti un po’ ingegneri. Alcuni poi dimensionano “addirittura” fondazioni di strutture …….
Non voglio fare il “grande”, ma forse qualcuno non ha più tanto presente il proprio ruolo, che è quello di ricostruire un modello attendibile, basandosi sull’analisi di elementi litostratigrafici e geotecnici, limitati ed elementari, basando lo studio sulle proprie conoscenze della storia geologica del deposito, ricordandosi sempre che nel caratterizzare geotecnicamente un litotipo ci affidiamo, quasi sempre, a pochissime variabili rispetto a quelle che sono le reali variabili del “sistema natura”, quindi la necessità di esemplificare il tutto porterà sicuramente a commettere degli errori.

Quote:
Il progettista come sai vuole numeri perché l’ingegnere se non ha numeri non campa. (mi accorgo che abbiamo risposto in maniera uguale ……)
Credo che la percentuale d’errore potrebbe essere minimizzata cercando di caratterizzare un deposito partendo da valutazioni qualitative, a cui poi associare elementi quantitativi, cioè i “numeri” di cui hanno bisogno gli ingegneri per progettare.

Ecco perché mi viene da sorridere quando leggo “faccio questo, piuttosto che quello” via internet: cosa fare lo puoi sapere solo tu che sai le caratteristiche geologiche del deposito (perché conosci la geologia del sito, perché hai fatto sopralluoghi, perché hai toccato con mano le carote e magari ti sei “sporcato” le mani toccandole ) che stai analizzando e l’influenza che su tale deposito può apportare un agente esterno.

Quote:
Geologo ……. “logos” ……
X Cloud
Continuo a non capire come fare un campione di sabbia e sottoporlo a triax (ho trascorso un po’ di tempo a Keyworth nei laboratori di meccanica dei terreni …. e non ho visto prove triax su sabbie)


PS:scusatemi ma nel "quote" c'è il mio intervento