Per Cloud

non mi devi ringraziare.
Il confronto (intelligente) fra appartenenti alla stessa categoria è fondamentale per la crescita professionale della stessa.


Mettendo da parte ironia stupida e critiche sterili nei confronti di chi, magari, ne sa un pò meno di noi e fa domande apparentemente assurde

Evitando, magari, di rispondere in modo poco cortese ad uno studente che ha dubbi e domande, dicendo semplicemente "vai a studiare", in quanto questi atteggiamenti non servono ne a chi chiede (se è uno studente lo sa già che deve andare a studiare, quindi non gli serve sentirselo ripetere) ne a chi risponde (perchè non si è minimamente sforzato ne di sintetizzare un concetto, per quanto ampio e vario possa essere, ne di dare un suggerimento concreto), quindi non si è ottenuta crescita in ambo le parti.

E questo a prescindere che la domanda possa scaturire da ignoranza o incertezza, perché tutti saremo sempre ignoranti in qualcosa e tutti dobbiamo avere dubbi.


Infine la parte meramente tecnica:
Quando parli di “ coesione apparente dovuta a fenomeni di incastro tra i granuli” tieni presente che “l’incastro” di cui parli non è altro che l’attrito che si sviluppa fra granuli, quindi teoricamente ti dovrebbe dare sempre un parametro di resistenza pari all’angolo di attrito interno.

La coesione che talvolta si registra nelle sabbie, ritengo sia spiegabile con una minima adesione capillare fra granuli anche grossolani. Talvolta capita quando la velocità di taglio è leggermente elevata e non si dissipano le pressioni neutre.

Posso dirti che ho fatto per conto mio delle prove su campioni di sabbia monogranulare, ricostruiti con le medesime modalità e diminuendo progressivamente la velocità di taglio si è annullata progressivamente anche la coesione, anche se ho registrato un seppur minimo incremento di angolo di attrito interno.

Infine tieni sempre presente che per terreni coesivi si parla di “consistenza”, mentre per terreni incoerenti di “addensamento” e che proprio principalmente in funzione di tali parametri varia la resistenza al taglio di un litotipo terrigeno, quindi lo stato di addensamento di una sabbia in natura è fondamentale per determinarne la resistenza al taglio.
Il fatto di sottoporre un campione a stati tensionali diversi fa parte della logica di cui ho parlato in un mio precedente intervento: a chi serve conoscere le caratteristiche di resistenza al taglio di un litotipo a –4.53m dal p.c.?

In geotecnica è più logico caratterizzare un litotipo posto a stati tensionali diversi (perché in natura il deposito che costituisce il tuo litotipo è sottoposto a stati tensionali diversi) e mediarne i risultati, ecco perché il medesimo campione si analizza a diversi stati tensionali e questo è il significato dei tre punti della prova di taglio o i tre cerchi di Mohr della prova triassiale.

Quindi il significato di Phi, C e Gamma ottenuti dalle prove non è riferibile solo al punto ed alla quota di prelievo, ma a tutto “l’intorno”. Sta poi a te, Geologo, capire fino a che punto quei parametri ottenuti sono attendibili, dove prelevare il successivo campione e che stato tensionale riprodurre in laboratorio per estrapolarne i parametri caratteristici.

Un’ultima cosa, tanto per esprimere un parere personale su un altro argomento espresso nei vari interventi:
è estremamente difficile che un provino di sabbia sciolta 38X76mm si autosostenga, nell’attesa che venga inserito in una cella triassiale. Esistono delle fustelle particolari per il confezionamento di tali provini e con qualche accorgimento, molta pazienza ed un po’ di fantasia si può anche provare e vi si riesce pure.

Il problema sta da un’altra parte: come fai a prelevare un campione indisturbato di sabbia a –15.00m dal p.c.?
Se è addensata la fustella non entra ed il limite non sta nella spinta prodotta dalla sonda, ma dall’acciaio della fustella stessa (che sottoposta ad una spinta anche elevatissima, prima o poi si deforma):

Se non è addensata, non avendo coesione, appena tiri su la manovra, non aderendo il campione alla fustella, perdi inevitabilmente il campione.

Il “trucco” dove sta?

Dimmelo tu, secondo te, dove sta il trucco….

Saluti