Adesso, se io metto in grafico e disegno i cerchi di Mohr, trovetò una retta (naturalmente in modo teorico, nella realtà magari poi non è così) che mi rappresenta l'attrito.
E' la pendenza della curva che ti definisce l'angolo di attrito interno, mentre la coesione la "leggi" all'intercetta con l'asse "y".
Allora io mi chiedo, se in un punto della retta ho le stesse condizioni che ha il provino in natura e quindi che per quel addensamento ho un certo angolo di attrito, allora perchè in un altro punto della retta, dove il provino dovrebbe essere più addensato, ho gli stessi valori di angolo di attrito?
Cercherò di essere più chiaro possibile.
Quando tu aumenti lo stato di consolidazione di un terreno, in genere ne aumenti le resistenze al taglio.
Se aumenti lo stato tensionale in modo proporzionale anche le resistenza aumenterà proporzionalmente (almeno in teoria).
Quindi se interpoli i parametri di picco delle resistenze al taglio ottenute con una retta, otterrai una funzione tipo y= mx+c dove:
m: è il coefficiente angolare= angolo di attrito interno
c: è il punto intercetta= coesione
Spero di non averti confuso ulteriormente le idee.
Per Gaio
probabilmente per poter estrarre un campione nelle condizioni che dici tu una soluzione, come ha detto precedentemente massimo trossero, è quella di congelare il campione (cosa che io non sapevo neanche che si poesse fare).
E' sicuramente un'ottima soluzione. Peccato che costi davvero tanto, ma talmente tanto che devi supporre che sia impossibile farlo.
Pensa che lo hanno fatto più di 20anni fa per uno dei tanti studi geotecnici di fattiblità del Ponte sullo Stretto di Messina.
Cerca un'altra soluzione economicamente più accettabile.