ciao D.M.
effettivamente, vista la mia poca esperienza, non ho molta confidenza sul vero significato di tali termini, comunque ti ringrazio per avermelo fatto notare e ti invito (sempre se ne hai tempo e voglia), di farlo anche in futuro.

per Gaio

Ho provato a fare questo ragionamento: io so che quando si addensano artificialmente terreni come sabbie e ghiaie, un metodo per vedere quanto si è riusciti ad addensarli, è quello di fare (passatemi il termine) un buco (magari con uno scavatore) e di misurare il suo peso secco, dopo di che nello stesso buco si può stendere un foglio di plastica sottile (quindi impermeabile) e si riempe d'acqua, in questo modo, versando poi l'acqua in un contenitore graduato si può risalire al volume e quindi con i due dati (peso secco e volume) si può risalire al peso di volume secco il quale ci dà un'idea di quanto è addensato. Inoltre, avendo il volume che aveva da dove è stato prelevato e avendo il materiale prelevato, raggiungendo in laboratorio la densità che aveva raggiundo dove è stato prelevato, allora si può ricavare l'attrito con quella densità.
Quindi la mia risposta è: si preleva una certa quantita di sabbia e si determina il volume che aveva in natura quella sabbia, e si ricavano poi in laboratorio l'attrito.
Adesso quello che non so è se a una profondità di -15 m dal p.c. riesco a misurare il volume e se riesco a prelevare veramente la quantità di sabbia corrispondente a quel volume.

Un altro metodo potrebbe essere quello di determinare la densità relativa con una prova penetrometrica e poi prelevare il campione, anche rimaneggiato e, dopo aver raggiunto in laboratorio la densità che aveva in natura, derminare l'attrito; ma a questo punto, visto che ho fatto una prova penetrometrica, allora l'attrtito lo ricavo già dalla prova.